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la storia

Cerca il padre di suo figlio al Sempione: «E' qui tra i tossici, giro con la sua foto»

Una giovane donna di Borgaro, 33 anni, viaggia nell'incubo del crack per trovare il suo compagno: «Lo rivoglio a casa»

La donna cerca il suo compagno nonché padre di suo figlio

La donna cerca il suo compagno nonché padre di suo figlio

Non tira mai fuori il cellulare dalla tasca. «Non posso farlo, altrimenti si insospettirebbero, direbbero che sono una poliziotta». E invece è una giovane donna che sta disperatamente cercando il padre di suo figlio nel “tossic park” di Torino nord. Un uomo di 38 anni dipendente dal crack, al punto da allontanarsi da casa da prima di Natale e non farci più ritorno. Finito, come tanti altri, nel buco nero del Sempione ai confini tra i quartieri Barriera di Milano e Aurora. La donna che lo cerca, residente a Borgaro, gira con la sua foto stampata in mezzo ai disperati delle ex piscine.

L’immagine dell'uomo è nel portafoglio e, una volta tra i tossicodipendenti, viene tirata fuori. Sul corpo dello scomparso ci sono un paio di tatuaggi, uno su una gamba e uno sul collo. «Chiedo di lui a tutti quelli che incontro, ma nessuno lo riconosce o mi dice dove posso trovarlo», racconta la ragazza, 33 anni e una tenacia non comune. La coppia si era conosciuta nel 2018, durante la cena di un matrimonio a Leinì. «Ci siamo messi insieme quasi subito, lui lavorava nella ristorazione. Una persona bellissima e un gran lavoratore». Dalla loro relazione è nato un figlio, che è molto piccolo e delle dipendenze del genitore non sa ancora nulla. Dopo aver lasciato il ristorante, l'uomo ha iniziato a lavorare come corriere, facendo consegne. Poi è caduto nell'incubo della droga. Il crack, la peggiore di tutte le sostanze, che lo ha reso dipendente. A nulla è servito il ricovero presso una struttura specializzata in Puglia, a Torre dell'Orso. La compagna assicura che in casa l’uomo non è mai stato violento, né le ha mai estorto i soldi per comprarsi la dose da fumare. Poi però se n’è andato di casa ed è sparito. «Mi chiedo dov’è, me lo chiedo tutti i giorni - dice la compagna - e specialmente nelle giornate di pioggia».

Poi, una traccia: il Sempione, “tossic park”. Segnalazioni, chiamate, descrizioni che coincidono con l’uomo scomparso. La sua compagna nonché madre di suo figlio si rimbocca le maniche, stampa una foto e la infila nel portafoglio. Mettendosi poi alla ricerca del suo amato, quella «persona bellissima e gran lavoratore» che ad un certo punto è diventato un altro. Parte da Borgaro e va in via Cigna e in corso Venezia, setacciando il parco. Le ricerche, però, finora sono risultate vane, perché l’uomo non si fa vedere dalle festività natalizie. «Lo rivoglio a casa, devo tirarlo fuori da quell’incubo e lo devo fare soprattutto per nostro figlio che sta aspettando suo padre», racconta la giovane. Mentre tra le mani stringe la foto del suo amato. Perché il telefono non si può usare, tra i pusher del Sempione. A “tossic park” si gira con un’immagine vecchio stile. E con quella si va in cerca di un papà.

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