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Il caso
28 Marzo 2026 - 18:56
Una morte su cui si chiedono risposte. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione alla Camera e al Senato dopo il decesso, avvenuto nei giorni scorsi nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, del collaboratore di giustizia Bernardo Pace. La morte è stata qualificata come suicidio ed è avvenuta alla vigilia di un’udienza del processo “Hydra”, l’inchiesta sul presunto consorzio di mafie attivo a Milano. Secondo quanto riferito, Pace stava fornendo elementi ritenuti rilevanti nell’ambito dell’indagine. Nell’interrogazione, i parlamentari Stefania Ascari e Roberto Scarpinato chiedono al Governo di chiarire le circostanze del decesso e di riferire su eventuali risultanze medico-legali già disponibili. Tra i punti sollevati, anche le condizioni di detenzione e le misure di tutela: se il collaboratore fosse sottoposto a specifici protocolli di protezione o a strumenti di prevenzione del rischio suicidario, e quali interventi siano stati effettivamente adottati. I parlamentari chiedono inoltre se, nei giorni precedenti alla morte, fossero stati segnalati problemi di salute, condizioni di fragilità o richieste di assistenza, e se siano state avviate indagini interne o accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria. Nel documento si richiama anche il contesto dell’inchiesta “Hydra”, che riguarda le ramificazioni delle mafie nel Nord Italia e possibili collegamenti con ambienti economico-finanziari. Secondo quanto riportato, Pace avrebbe potuto fornire ulteriori elementi su questi aspetti, inclusi presunti legami con circuiti riconducibili a Matteo Messina Denaro.
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