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29 Marzo 2026 - 13:40
Il Decreto bollette è pronto ad approdare in Aula alla Camera lunedì 30 marzo. Il governo ha già annunciato l’intenzione di porre la questione di fiducia, con il calendario che prevede le dichiarazioni di voto nella giornata di martedì e, subito dopo, la votazione finale tramite appello nominale.
Nel frattempo, grazie agli emendamenti approvati, sono emerse diverse modifiche rilevanti che ampliano e ridefiniscono il contenuto del provvedimento rispetto alla versione iniziale varata dal Consiglio dei ministri.
Una delle novità più significative riguarda il bonus sociale, che verrà esteso anche alle famiglie che utilizzano il teleriscaldamento. In precedenza, questa categoria era esclusa da qualsiasi forma di sostegno economico.
Con la nuova misura, anche questi nuclei potranno accedere agli aiuti in base all’ISEE, colmando una disparità che riguardava oltre 2,5 milioni di cittadini. L’obiettivo è rafforzare il contrasto alla povertà energetica e rendere il sistema più equo.
Il decreto introduce anche modifiche nel settore delle bioenergie, con una riduzione degli oneri di sistema e un aggiornamento del meccanismo dei prezzi minimi garantiti per il periodo 2026-2037.
Le nuove regole prevedono:
limiti sulle ore di funzionamento degli impianti
priorità di riduzione per quelli non legati a processi produttivi
una revisione complessiva dei costi attesi
Sono inoltre state prorogate alcune scadenze, rendendo meno stringenti gli obblighi di conversione verso il biometano.
Entro due anni dall’entrata in vigore del decreto, sarà definito un nuovo sistema di sostegno per gli impianti a biogas e biomasse.
Questo sistema sarà basato su criteri come:
efficienza energetica
riduzione delle emissioni
gestione sostenibile delle risorse agricole e forestali
maggiore flessibilità operativa
L’obiettivo è sostenere soprattutto gli impianti che non possono essere riconvertiti.
Il provvedimento interviene anche sugli incentivi esistenti, introducendo una riduzione graduale. I prezzi minimi garantiti saranno riconosciuti solo per:
impianti fino a 1 MW di potenza
produzioni da filiera controllata (biogas e biomasse)
Questa scelta punta a contenere la spesa pubblica e favorire modelli più sostenibili.
Un altro punto centrale è il rinvio del phase-out dal carbone, posticipato dal 2025 al 2038. La decisione è legata al contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e instabilità nei mercati energetici.
Secondo i sostenitori della misura, la priorità resta garantire:
la sicurezza energetica
la stabilità delle bollette
la competitività delle imprese
Il decreto dovrebbe avere effetti positivi anche sul sistema energetico nel suo complesso. Tra i principali benefici previsti:
accelerazione delle connessioni alla rete elettrica
semplificazione delle procedure burocratiche
migliore allocazione degli investimenti
Un aspetto chiave riguarda la gestione della cosiddetta saturazione virtuale della rete, che negli ultimi anni ha rallentato nuovi allacciamenti. Le nuove norme permetteranno di liberare capacità inutilizzata e favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Il Decreto bollette si presenta come un intervento ampio e articolato che punta a:
sostenere famiglie e imprese
correggere disuguaglianze nei bonus energetici
rendere più efficiente il sistema
accompagnare la transizione verso un modello energetico più sostenibile
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