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Il caso
30 Marzo 2026 - 19:40
Una sofisticata strategia criminale sta colpendo l'Italia sfruttando il marchio Amazon. A differenza delle classiche truffe via SMS, questa modalità prevede l'invio di posta cartacea direttamente al domicilio delle vittime, rendendo il raggiro molto più credibile e difficile da intercettare al primo sguardo. Il caso è emerso con forza dopo la denuncia di una donna di Formigine, raggiunta a casa da un incaricato che le ha consegnato una busta contenente un assegno da 51 dollari della Huntington National Bank e una lettera di accompagnamento scritta in inglese.
La pericolosità di questo schema risiede nella scelta dei truffatori di poggiare l'inganno su basi storiche veritiere. La lettera cita infatti un reale contenzioso avvenuto negli Stati Uniti tra la Federal Trade Commission e Amazon riguardo alle difficoltà incontrate dagli utenti nel cancellare l'abbonamento Prime. Sebbene tale accordo prevedesse risarcimenti solo per i residenti americani, i criminali hanno adattato la notizia al contesto europeo, inserendo riferimenti precisi come il nome, l'indirizzo e lo stato dell'abbonamento della vittima per conferire al documento un'aura di assoluta autenticità.
Il funzionamento della truffa si sviluppa su due binari paralleli, uno finanziario e l'altro tecnologico. Nel primo caso, la vittima viene spinta a depositare l'assegno estero in banca, contando sul fatto che gli istituti di credito spesso accreditano la somma in via provvisoria prima di completare le verifiche, che possono durare settimane. In questo lasso di tempo, i truffatori contattano l'utente sostenendo che il rimborso inviato sia superiore al dovuto e chiedendo la restituzione della differenza tramite bonifici o criptovalute. Una volta che la banca scopre la falsità del titolo e storna l'accredito, la vittima si ritrova con il conto decurtato dei soldi che ha già inviato ai criminali.
Parallelamente al raggiro bancario, la lettera cartacea funge da esca per furti di identità digitale tramite l'inserimento di QR code o link che rimandano a siti clone quasi identici a quelli ufficiali di Amazon o della FTC. Accedendo a questi portali per confermare i propri dati e sbloccare il pagamento, l'utente finisce per consegnare credenziali bancarie e codici personali direttamente nelle mani dei malintenzionati. Le autorità consigliano di monitorare sempre le comunicazioni attraverso i canali ufficiali delle aziende e di segnalare ogni anomalia alla Polizia Postale, ricordando che il possesso di dati personali da parte dei mittenti non è più, purtroppo, una garanzia di affidabilità del messaggio.
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