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31 Marzo 2026 - 07:55
Per il 2026 arrivano nuove indicazioni ufficiali per accedere al bonus asilo nido e ai contributi destinati all’assistenza domiciliare dei bambini sotto i tre anni. Le linee guida sono state diffuse dall’INPS con una recente circolare, anche se la piattaforma per l’invio delle domande non è ancora attiva.
Le principali modifiche riguardano due aspetti: il calcolo dell’ISEE e la durata della validità della domanda.
Il funzionamento del contributo resta sostanzialmente invariato. Il bonus continua a coprire, almeno in parte:
le rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati
i costi per assistenza domiciliare in caso di bambini con gravi patologie croniche
Nel dettaglio:
per l’asilo nido, la richiesta deve essere presentata dal genitore che paga la retta
per l’assistenza a domicilio, la domanda spetta al genitore convivente con il minore
È importante sapere che i due benefici non sono cumulabili nello stesso anno: chi utilizza il bonus per l’asilo, anche per un solo mese, non può richiedere il contributo domiciliare nello stesso periodo.
Tra le spese rimborsabili rientrano anche pasti, IVA agevolata e imposta di bollo.
Rientrano tra i servizi ammessi:
nidi e micronidi
sezioni primavera
spazi gioco
servizi educativi a domicilio
Sono invece esclusi:
servizi ricreativi
pre-scuola e post-scuola
centri per famiglie e bambini non educativi
Possono accedere al beneficio:
cittadini italiani o dell’Unione Europea
cittadini extra UE con permesso di soggiorno valido
lavoratori con permessi per lavoro, famiglia o protezione speciale
titolari di Carta blu UE
rifugiati, apolidi e beneficiari di protezione internazionale
genitori o affidatari del minore
È inoltre richiesta la residenza in Italia.
Una delle innovazioni principali riguarda l’ISEE. Dal 2026, l’importo percepito tramite assegno unico universale non verrà più considerato nel calcolo.
In pratica, il valore dell’ISEE sarà ridotto sottraendo la quota dell’assegno unico, proporzionata alla scala di equivalenza del nucleo familiare.
Viene inoltre introdotto un nuovo indicatore specifico: l’ISEE per prestazioni familiari e inclusione, che diventa il riferimento per ottenere il bonus.
L’ammontare del contributo varia in base a due fattori: reddito familiare (ISEE) e data di nascita del bambino.
Per i nati dal 1° gennaio 2024:
fino a 40.000 euro di ISEE: 3.600 euro annui
oltre 40.000 euro o senza ISEE: 1.500 euro
Per i nati prima del 2024:
fino a 25.000,99 euro: 3.000 euro
tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro
oltre 40.000 euro o senza ISEE: 1.500 euro
Gli importi vengono erogati in rate mensili.
Un’altra novità importante riguarda la validità della richiesta. Dal 2026, infatti, la domanda non dovrà più essere ripresentata ogni anno.
Una volta accolta, resterà valida fino al compimento dei tre anni del bambino, precisamente fino ad agosto dell’anno in cui il minore compie tre anni, salvo verifica dei requisiti.
Le richieste potranno essere inviate entro il 31 dicembre 2026, ma al momento il servizio non è ancora disponibile.
Quando sarà attivo, l’invio potrà avvenire esclusivamente online tramite:
sito INPS
accesso con SPID, CIE 3.0 o CNS
supporto dei patronati
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