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Digestato contro caro-concimi: la proposta italiana che può cambiare tutto

La Regione Piemonte esprime sostegno alla proposta del Governo italiano sull’utilizzo del digestato come alternativa ai fertilizzanti

Digestato contro caro-concimi

Immagine di repertorio

La Regione Piemonte esprime sostegno alla proposta del Governo italiano sull’utilizzo del digestato come alternativa ai fertilizzanti chimici, avanzata in sede europea durante il Consiglio Agricoltura e Pesca. L’assessore regionale Paolo Bongioanni ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa, collegandola all’aumento dei costi dei concimi dovuto al contesto geopolitico internazionale. La richiesta avanzata dall’Italia punta alla revisione della Direttiva Nitrati, normativa europea che disciplina l’impiego dei fertilizzanti organici contenenti azoto. Attualmente il digestato, residuo derivante dalla produzione di biogas e biometano, è assimilato agli effluenti zootecnici e sottoposto agli stessi limiti. In Piemonte sono attivi 234 impianti di digestione anaerobica, di cui 58 in provincia di Torino e 107 in provincia di Cuneo.

Il tema si inserisce in un contesto caratterizzato da un aumento significativo dei prezzi dei fertilizzanti chimici. Secondo i dati disponibili, a marzo 2026 il costo dell’urea ha raggiunto i 765 euro a tonnellata, con un incremento del 55% rispetto all’anno precedente. L’Unione Europea continua inoltre a dipendere in misura rilevante dalle importazioni di fertilizzanti azotati, per un valore superiore ai 4 miliardi di euro nel 2025. La proposta italiana mira a distinguere il digestato dai reflui zootecnici, riconoscendone le specifiche caratteristiche e consentendone un utilizzo più ampio in agricoltura. Parallelamente, si sollecita il sostegno allo sviluppo degli impianti di digestione anaerobica e una maggiore valorizzazione dei processi di economia circolare. Il digestato viene indicato come possibile alternativa ai fertilizzanti di sintesi, con effetti potenziali sulla riduzione dei costi, sul miglioramento della fertilità del suolo e sulla diminuzione delle emissioni, fino a 840 kg di CO₂ equivalente per ettaro.

Secondo l’assessore Bongioanni, una revisione normativa consentirebbe di ridurre i vincoli per il settore zootecnico, con benefici per le imprese agricole. L’obiettivo dichiarato è favorire un utilizzo più efficiente del digestato, considerato una risorsa nell’ambito delle pratiche agricole sostenibili.

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