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L'accordo
30 Marzo 2026 - 14:00
Le recenti gelate dei frutteti piemontesi, con temperature minime fino ai -7 gradi, forse sono più rappresentative di ogni parola. I danni sono stati così drastici, che è chiaro come affinare i sistemi di gestione delle piante con tecnologie per mitigare gli shock termici e le conseguenze del surriscaldamento del clima, sia già oggi una necessità. "Serve tempestività. Per non subire il Green deal - avverte Giacomo Ballari, presidente di Agrion, Fondazione per la ricerca e lo sviluppo tecnologico dell'agricoltura piemontese - Ma gli standard che questo esige li portiamo a casa se mettiamo nelle condizioni l'azienda di poterlo raggiungere. Altrimenti diventa un freno", spiega. L'occasione è la presentazione, questa mattina, alla Sala Trasparenze del Grattacielo della Regione, del "Digi Open Lab", il progetto promosso da Fondazione Agrion in collaborazione con le università piemontesi per sviluppare innovazione tecnologica nel settore agricolo.
Laboratori a cielo aperto per trovare soluzioni e dare continuità, competitività e sostenibilità al settore all'agroalimentare piemontese, attraverso un bando che permetterà a 8 start up di "stare al passo", anzi, fare potenzialmente da leader nel settore. "All'interno dei living lab affianchiamo equipe di agronomi e ingegneri, per arrivare a due risultati: supportare le aziende proponendo soluzioni e sviluppare un tessuto credibile che inizierà a proporre sul mercato le sue soluzioni", spiega Ballari. Qualche esempio virtuoso esiste già: come i sensori in grado di analizzare l'irrigazione. "Oggi questo porta a ridurre il 40% dell'acqua necessaria. O la redistribuzione degli agrofarmaci: meno 30%. Così che possiamo dire che se usi una nuova tecnologia lo fai senza sforzi aggiuntivi", aggiunge Ballari.
Alla firma dell'accordo i quattro rettori delle università torinesi, l'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni, che ammette: "Oggi siamo obbligati a un cambio di passo, di marcia, a un passo avanti e se per il vino ci struttureremo con un osservatorio vitivinicolo, uno strumento tecnico che ci dica dove andare e cosa portare, a quale prezzo e su quale mercato, dobbiamo essere ancora più veloci nel rispondere a quelle che sono le pressioni climatiche". In conclusione è anche il presidente della Regione Alberto Cirio a sottolineare l'importanza di non trascurare gli effetti che sul tessuto produttivo ha il cambiamento climatico: "Dobbiamo capire in che modo il cambiamento climatico stia compromettendo molte delle nostre produzioni, per avere i prodotti".
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