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Richiamo alimentare

Allerta alimentare: Camembert ritirato dai supermercati per rischio batterico

Il Ministero della Salute segnala possibile presenza di Escherichia coli. Ecco il lotto interessato e cosa devono fare i consumatori

Allerta alimentare: Camembert ritirato dai supermercati per rischio batterico

Nuovo avviso di sicurezza da parte del Ministero della Salute, che ha disposto il richiamo immediato di un lotto di formaggio Camembert a latte crudo per un possibile rischio microbiologico.

Il prodotto interessato è venduto con il marchio “La Réserve des Crémiers” e riguarda esclusivamente il lotto numero 031241, con data di scadenza 8 aprile 2026, confezionato in formati da 250 grammi. La produzione è attribuita alla Fromagerie Gillot, azienda con sede in Normandia.

Alla base del provvedimento c’è il sospetto della presenza di Escherichia coli, un batterio che può provocare disturbi gastrointestinali anche importanti. Nei casi più gravi, l’infezione può evolvere in complicazioni serie come la sindrome emolitico-uremica, una condizione che può compromettere reni e sistema sanguigno.

Per questo motivo, le autorità raccomandano di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita, dove sarà possibile ottenere rimborso o sostituzione.

Chi dovesse aver già consumato il formaggio è invitato a prestare attenzione a eventuali sintomi come diarrea, dolori addominali, febbre e vomito, e a rivolgersi tempestivamente al proprio medico. Particolare cautela è consigliata per le categorie più vulnerabili: bambini, donne in gravidanza e persone con sistema immunitario compromesso.

Quello del Camembert non è un caso isolato. Negli ultimi giorni si sono susseguiti diversi richiami alimentari. Il 27 marzo era stato segnalato un formaggio a latte crudo a marchio “Formaggi del Curto” per la presenza accertata di E. coli Stec. A seguire, è stato disposto il ritiro di alcuni sughi e ragù in vasetto per possibile presenza di corpi estranei.

La scorsa settimana, inoltre, l’allerta aveva riguardato anche uova fresche a marchio “San Pietro – Salis Antonella”, sospettate di contaminazione da salmonella.

Un quadro che conferma l’importanza dei controlli e della tempestiva comunicazione ai consumatori per garantire la sicurezza alimentare.

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