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03 Aprile 2026 - 06:17
Niente sdraio e lettini e bar del lungomare chiusi: ecco come si presenta Pietra Ligure
Sarà un panorama mai visto prima quello che accoglierà i torinesi durante le vacanze pasquali nell’amata Liguria. Accadrà in alcuni dei luoghi che da sempre rappresentano una seconda casa per i bugia nen, in riva al mare di Ponente, dove questa volta il paesaggio sarà completamente nuovo, con spiagge e dehors ancora chiusi. A differenza degli altri anni quando il giorno di Pasqua segnava, infatti, l’inizio della bella stagione con fiumi di turisti pronti a invadere i lidi del litorale, a Borghetto, Albenga, Pietra Ligure, Ceriale, Laigueglia e Sarzana (nel Levante) spiagge, ristoranti e tutte le altre attività turistiche sul territorio demaniale saranno chiuse e prive di qualsiasi comfort.
A causare questa situazione di stallo, il caos legato ai bandi di assegnazione delle spiagge che dovranno entrare a regime entro la fine del 2027 e che, in queste località, indetti proprio a cavallo dell’estate, hanno di fatto sospeso gli attuali concessionari trasformando il paesaggio in una landa deserta, fra serrande abbassate, lidi e locali completamente abbandonati. «Tecnicamente nella fase di assegnazione del bando è necessario un atto amministrativo che dia continuità gestionale all’attuale concessionario in attesa della procedura - spiega Enrico Schiappapietra, presidente Confcommercio Savona e vicepresidente nazionale sindacato italiano balneare -. Confidiamo che questo possa avvenire quanto prima, in modo da poter garantire una serena estate nella nostra amata e bellissima riviera ligure».
Il tutto mentre, paradossalmente, in altri comuni come Alassio, Loano, Finale Ligure, per esempio, spiagge e dehors sono già attrezzati, poiché i bandi di gara partiranno solo dopo la stagione estiva 2026. Intoppi burocratici di una situazione davvero complicata, legata alla ormai famosa legge Bolkestein del 2006, per la quale, a farne le spese, oltre i 30mila concessionari italiani, circa mille solo quelli liguri, saranno anche i turisti abituati a trovare nelle proprie riviere spiagge accoglienti e pronte al bagno di folla. Spiagge che oggi sembrano essere state inghiottite nel nulla. E c’è di più: anche se entro giugno, rassicurano i Comuni, i lidi saranno riassegnati o ai vecchi gestori o a quelli nuovi, la situazione attuale non consente ai clienti di prenotare il proprio posto per l’estate. In sostanza, il prossimo weekend, per il quale il meteo parla di sole pieno e temperature quasi estive, il popolo dei villeggianti si troverà di fronte ad aperture a macchia di leopardo con inevitabili bagni di folla nei dehors e negli stabilimenti delle cittadine dove la Bolkestein arriverà solo in autunno, a discapito di quelle in cui le assegnazioni avverranno, si spera, a breve.
«In Italia sono appena partiti 16 bandi, di cui ben 13 in Liguria, regione che, quindi, fa da apripista a questa situazione che, è bene ricordare, non riguarda solo le attività balneari ma tutte quelle presenti sul demanio: dall’Aurelia, al mare. In Liguria ci sono circa mille stabilimenti balneari, le attività che andranno a bando sono in tutto 4 mila, fra cui ristoranti, alberghi, locali da ballo, campeggi. Se la situazione non verrà regolarizzata, la prossima estate sarà un caos, certamente lo sarà a Pasqua. È a rischio una fetta importante dell’economia italiana, che comprende tutto il fronte mare d’Italia, laghi e fiumi», conclude Schappapietra.
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