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Pioggia di droni e missili nel Golfo: l'Iran colpisce infrastrutture chiave in Kuwait ed Emirati

Presi di mira centrali elettriche, impianti di desalinizzazione e siti petroliferi; attiva la difesa aerea a Dubai mentre Teheran rivendica attacchi contro obiettivi industriali e militari USA

Pioggia di droni e missili nel Golfo: l'Iran colpisce infrastrutture chiave in Kuwait ed Emirati

La tensione nel Golfo Persico è salita drasticamente nella notte a causa di una serie di attacchi coordinati condotti tramite droni e missili, che hanno preso di mira infrastrutture energetiche e industriali strategiche. Le operazioni, rivendicate dalle forze iraniane, hanno colpito obiettivi in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti, interessando anche siti legati alla presenza militare statunitense.

Il Ministero dell'Elettricità del Kuwait ha confermato che due centrali elettriche e un impianto di desalinizzazione sono stati bersaglio di droni provenienti dall'Iran. Sebbene l'attacco non abbia causato vittime, i danni materiali sono stati definiti significativi: due unità di generazione di energia sono state messe fuori servizio, costringendo i tecnici a interventi d'urgenza per garantire la continuità delle forniture.

Contemporaneamente, la Kuwait Petroleum Corporation ha segnalato un attacco ostile contro il complesso petrolifero nella zona di Shuwaikh. L'impatto dei droni ha innescato un incendio e danneggiato gravemente l'edificio, portando all'evacuazione immediata dell'impianto. Anche in questo caso non si registrano feriti.

Anche gli Emirati Arabi Uniti sono stati teatro di un'offensiva missilistica e con droni. Il Ministero della Difesa locale ha comunicato tramite i canali social l'attivazione dei sistemi di difesa aerea per neutralizzare la minaccia, spiegando che le forti esplosioni avvertite in tutto il Paese sono state il risultato delle operazioni di intercettazione in corso.

Attraverso l'agenzia ufficiale Irna, l'esercito iraniano ha rivendicato l'azione, dichiarando di aver puntato ai siti dell'industria dell'alluminio degli Emirati e a vari obiettivi militari degli Stati Uniti situati nella regione, inclusi alcuni in territorio kuwaitiano.

Nonostante il clima di conflitto e le restrizioni imposte dall'Iran, si registrano segnali di movimento sul fronte marittimo commerciale. Una seconda nave legata a interessi giapponesi è riuscita a completare il transito nello Stretto di Hormuz, uscendo dal Golfo Persico.

Si tratta della Green Sanvi, una gasiera per GPL battente bandiera indiana ma controllata dalla compagnia nipponica Mitsui O.S.K. Lines. Il Ministero dei Trasporti di Tokyo ha confermato che il transito è avvenuto ieri e che l'imbarcazione è ora diretta verso l'India con l'equipaggio e il carico in sicurezza.

Questo passaggio segue quello avvenuto venerdì scorso di un'altra nave della stessa compagnia carica di gas naturale liquefatto, che era stata la prima unità giapponese a forzare il blocco dopo l'imposizione delle restrizioni da parte di Teheran.

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