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05 Aprile 2026 - 11:00
Torna sotto i riflettori una misura che può cambiare in modo concreto la fase finale della carriera lavorativa: la possibilità di rinunciare alla pensione anticipata in cambio di uno stipendio più alto negli ultimi anni prima del ritiro.
Si tratta di un meccanismo già visto in passato, noto come bonus Maroni e più recentemente come bonus Giorgetti, che consente ai lavoratori dipendenti di scegliere se continuare a lavorare senza versare la quota di contributi previdenziali a proprio carico. Quella stessa somma viene invece inserita direttamente in busta paga, aumentando il netto mensile.
Il principio è semplice: una volta maturati i requisiti per la pensione anticipata, il lavoratore può decidere di restare al lavoro e attivare la cosiddetta rinuncia all’accredito contributivo. In pratica, la quota di contributi (pari al 9,19% dello stipendio lordo) non viene più versata all’INPS ma diventa parte dello stipendio.
Per fare un esempio concreto: con uno stipendio di circa 2.000 euro lordi, l’aumento può aggirarsi intorno ai 180 euro netti al mese, portando la busta paga a una cifra sensibilmente più alta.
La misura è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti e si rivolge a chi raggiunge specifici requisiti:
Inoltre, possono accedere anche coloro che hanno maturato entro il 2025 i requisiti della Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi), anche se non hanno fatto domanda di pensionamento.
L’incremento dello stipendio resta attivo fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, fissata a 67 anni. A seconda della situazione personale, il vantaggio può durare pochi mesi oppure diversi anni, con un impatto economico complessivo significativo.
Il vantaggio immediato è evidente: più soldi in busta paga. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia. I contributi non versati non vengono conteggiati nel montante previdenziale, e questo comporta una pensione futura più bassa.
Si tratta, quindi, di una scelta strategica: privilegiare un guadagno immediato oppure puntare su un assegno pensionistico più alto nel lungo periodo.
Per aderire al bonus è necessario presentare richiesta all’INPS tramite i canali online. L’Istituto verifica i requisiti e comunica l’esito entro circa 30 giorni, informando sia il lavoratore sia il datore di lavoro.
Sarà poi l’azienda ad applicare concretamente il beneficio, trasferendo in busta paga le somme che normalmente verrebbero destinate ai contributi.
Un elemento importante è la flessibilità: il lavoratore può in qualsiasi momento cambiare idea. È possibile, infatti, tornare a versare i contributi oppure accedere alla pensione anticipata quando lo si ritiene più opportuno.
In definitiva, il bonus rappresenta una leva interessante per chi si avvicina al pensionamento, ma richiede una valutazione attenta tra vantaggi immediati e prospettive future.
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