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Errore pensioni
07 Aprile 2026 - 08:20
Un errore nei calcoli delle pensioni commesso dall’INPS rischia ora di trasformarsi in una maxi operazione di rimborsi. L’Istituto ha, infatti, ammesso di aver applicato in modo scorretto le regole introdotte con la Legge di Bilancio 2024, penalizzando numerosi pensionati.
Il problema riguarda gli assegni liquidati dal 1° gennaio 2024 in poi per alcune categorie specifiche: iscritti alle casse CPDEL, CPS, CPI e CPUG. In particolare, sono stati colpiti i lavoratori che al 1° gennaio 1996 avevano meno di 15 anni di contributi.
La normativa originaria prevedeva una riduzione dell’importo solo per chi sceglieva la pensione anticipata. Tuttavia, nella pratica, l’INPS ha applicato il sistema di calcolo più penalizzante anche a chi è andato in pensione di vecchiaia, riducendo così gli assegni in modo non corretto.
Dopo numerosi ricorsi e chiarimenti con il Ministero del Lavoro, è arrivata la correzione: il taglio si applica esclusivamente alle pensioni anticipate. Di conseguenza, tutte le pensioni di vecchiaia calcolate erroneamente dovranno essere riviste.
L’Istituto procederà con un ricalcolo d’ufficio e riconoscerà ai pensionati coinvolti:
I rimborsi saranno calcolati retroattivamente dalla data di pensionamento.
Il ricalcolo riguarda chi soddisfa queste condizioni:
L’INPS non ha ancora fornito numeri ufficiali. Tuttavia, dalle stime emerse durante l’iter parlamentare della manovra, si può ipotizzare una platea di decine di migliaia di pensionati.
Le valutazioni iniziali parlavano di oltre 80mila persone coinvolte tra 2024 e 2025, anche se il dato include sia pensioni anticipate (escluse dai rimborsi) sia di vecchiaia.
Sul fronte economico, le simulazioni indicano una cifra complessiva vicina ai 40 milioni di euro, che lo Stato avrebbe dovuto erogare ma che, a causa dell’errore, non è stata corrisposta. L’importo reale dei rimborsi sarà, però, definito solo dopo i conteggi ufficiali.
La vicenda mette in evidenza quanto sia delicato il tema della previdenza e quanto possano incidere errori interpretativi su migliaia di cittadini. Ora l’INPS è chiamato a recuperare, correggere e restituire quanto dovuto.
Per molti pensionati, la buona notizia è che sono in arrivo arretrati e adeguamenti dell’assegno. Resta, però, l’incognita sui tempi: serviranno, infatti, settimane, se non mesi, per completare tutte le verifiche e i ricalcoli.
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