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I dati

Strade di sangue nel 2026: già 120 pedoni uccisi in meno di cento giorni

I dati dell'Osservatorio Asaps rivelano un aumento delle vittime del 9,4%: quasi la metà degli investimenti mortali avviene sulle strisce pedonali e aumentano i casi di pirateria

Strade di sangue nel 2026: già 120 pedoni uccisi in meno di cento giorni

I dati statistici raccolti dall'inizio dell'anno fino ai primi giorni di aprile dipingono un quadro estremamente critico per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni in Italia. In meno di cento giorni, il numero delle vittime ha già raggiunto quota 120, segnando un incremento preoccupante del 9,4% rispetto allo stesso arco temporale dello scorso anno.

La demografia delle vittime evidenzia una particolare fragilità tra la popolazione anziana: ben 60 dei pedoni rimasti uccisi avevano infatti superato i 65 anni di età. Per quanto riguarda la distinzione di genere, i dati riportano il decesso di 79 uomini e 41 donne.

Il dettaglio più inquietante del rapporto riguarda il luogo in cui avvengono gli impatti fatali. Quasi la metà delle vittime — esattamente 58 casi su 120, pari al 48,3% del totale — è stata investita proprio sulle strisce pedonali, ovvero in quel perimetro di strada che, per codice e segnaletica, dovrebbe garantire la massima protezione a chi si muove a piedi. Non mancano, inoltre, episodi ancora più paradossali, con pedoni travolti mentre camminavano in aree teoricamente sicure come i marciapiedi.

Un altro aspetto drammatico è legato al comportamento post-incidente dei conducenti. In 13 occasioni chi era alla guida ha scelto di non fermarsi, fuggendo senza prestare il dovuto soccorso e configurando il reato di pirateria stradale.

La distribuzione territoriale dei sinistri mortali mostra una concentrazione significativa in alcune aree del Paese. La Lombardia detiene il triste primato nazionale con 16 decessi (uno dei quali avvenuto nel capoluogo milanese). Seguono nella classifica delle regioni più colpite il Lazio con 13 vittime (di cui 6 concentrate nell'area urbana di Roma), Piemonte e Veneto entrambi con 12 casi, Campania 10 vittime, Toscana 9 vittime, Liguria e Puglia con 8 vittime ciascuna, Emilia Romagna con 7 vittime, Sicilia 6 vittime, Calabria 5 vittime, Umbria 4 vittime, Marche e Friuli Venezia Giulia 3 vittime per regione, Abruzzo e Sardegna chiudono la lista con 2 vittime ciascuna.

Questi numeri confermano come l'insicurezza stradale per chi cammina resti una piaga nazionale diffusa, che non risparmia alcuna area della penisola, dai grandi centri metropolitani alle zone di provincia.

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