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Il fatto

Carcere di Torino, 24 ore di delirio: un’evasione e una zuffa tra detenuti

Sindacati della penitenziaria sul piede di guerra. Ecco cosa è successo

Carcere di Torino, 24 ore di delirio: un’evasione e una zuffa tra detenuti

Aveva un permesso premio. Non è rientrato. Sulla scia dell’evasione di Elia Del Grande, un altro detenuto ha deciso di non rientrare in carcere. Stavolta è successo a Torino. Un uomo, classe 1978, poteva assentarsi per dodici ore. Si è reso irreperibile. Lo hanno trovato ieri, grazie a un’intuizione di un vice sovrintendente della polizia penitenziaria. L’uomo si era appartato in una macchina con una donna. Nella zona del parco Sempione.

È stata la penitenziaria ad arrestarlo. Nelle stesse ore intanto c’è stato l’inferno al Padiglione A. Un detenuto ha cercato di aggredire un altro ristretto. Voleva tagliargli la giugulare con una lama. E ci stava riuscendo. Sono stati altri detenuti a interrompere quello che poteva essere un dramma. Si sono buttati sull’aggressore. L’uomo è stato poi portato in ospedale. Tre costole rotte, un trauma cranico, difficoltà a respirare. E la rottura di un dente, che il ristretto voleva gli venisse “incollato” una volta giunto al Maria Vittoria.
Alla base dell’alterco potrebbero esserci discussioni legate alle sostanze stupefacenti. Durissima la reazione del sindacato Osapp “Il sistema penitenziario italiano è sempre più in difficoltà e la Polizia Penitenziaria è completamente sola, senza adeguato supporto. Sono necessari interventi concreti e immediati”, dichiara Leo Beneduci, Segretario Generale Osapp. “Ci auguriamo che l’Amministrazione sappia riconoscere al giovane vice sovrintendente e a tutto il personale intervenuto presso il Padiglione A, che ha salvato il detenuto aggredito da una violenza inaudita, l’alta professionalità dimostrata, operando con sprezzo del pericolo.”

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