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I dati
09 Aprile 2026 - 16:17
Secondo i dati provvisori Inail, a febbraio 2026 si registra un aumento degli incidenti sul lavoro del 2,4%, ma contemporaneamente una significativa diminuzione dei decessi del 27,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Crescono anche gli infortuni in itinere (+8,5%), ovvero quelli avvenuti durante il tragitto tra casa e lavoro.
Le patologie di origine professionale denunciate sono in crescita del 14,2%, con un totale di 17.036 segnalazioni. Nel dettaglio, le denunce di infortunio sul lavoro (escluse quelle degli studenti) fino a febbraio 2026 sono state 63.112, in aumento rispetto alle 61.641 del 2025 e dello 0,9% sul 2023, mentre risultano in calo rispetto ad anni precedenti come il 2024 (-3,0%) e il 2022 (-38,8%).
Analizzando i dati per settore:
Industria e servizi: +2,8% (da 54.766 a 56.293 casi)
Agricoltura: -8,0% (da 3.370 a 3.099)
Conto Stato: +6,1% (da 3.505 a 3.720)
Tra le attività più soggette a infortuni, spiccano:
Servizi di alloggio e ristorazione (+4,3%)
Fornitura di acqua, reti fognarie e gestione rifiuti (+1,4%)
Settori con diminuzioni significative: Sanità e assistenza sociale (-5,3%), Manifatturiero (-3,7%), Servizi alle imprese (-3,5%), Trasporto e magazzinaggio (-2,0%), Costruzioni (-1,5%) e Commercio (-1,4%).
Il numero di denunce varia per area geografica:
Nord-Est: -1,0%
Centro: +6,4%
Isole: +4,8%
Nord-Ovest: +3,0%
Sud: +2,3%
Le regioni con le maggiori riduzioni: Bolzano (-7,4%), Molise (-6,9%), Sardegna (-4,4%) e Friuli-Venezia Giulia (-3,8%). Crescite importanti si registrano invece in Lazio (+22,0%), Sicilia (+9,7%), Valle d’Aosta (+9,3%) e Campania (+7,1%).
Per fasce di età: aumento tra 15-39 anni (+5,2%) e 60-69 anni (+8,0%), mentre diminuiscono i casi tra i 40-49enni (-1,5%) e 55-59enni (-1,8%).
Le denunce di infortuni mortali entro febbraio sono state 70, 27 in meno rispetto alle 97 del 2025. Gli infortuni in itinere ammontano a 13.217, con un incremento dell’8,5% rispetto al 2025.
Per settore, l’incremento degli infortuni in itinere è stato:
Industria e servizi: +8,2%
Agricoltura: -8,2%
Conto Stato: +12,8%
L’aumento maggiore si registra al Sud (+20,5%) e nel Nord-Est (+19,4%). Le regioni più colpite includono Molise (+41,9%), Emilia-Romagna (+38,0%), Calabria (+36,4%) e Abruzzo (+34,5%). Riduzioni si osservano in Lazio (-10,6%), Basilicata (-7,4%), Friuli-Venezia Giulia (-3,8%) e Trento (-3,1%).
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