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IL FATTO
09 Aprile 2026 - 21:30
Una nuova ondata di "smishing" sta prendendo di mira i contribuenti italiani. Numerosi cittadini stanno ricevendo SMS che segnalano presunte irregolarità nei pagamenti della Tari, la tassa sui rifiuti, invitandoli a chiamare con urgenza numeri speciali per evitare pesanti sanzioni.
Il meccanismo è semplice quanto pericoloso: il messaggio, dai toni minacciosi, spinge l'utente a contattare numerazioni a sovrapprezzo (come i prefissi 893 o 895) che prosciugano il credito telefonico in pochi minuti. In alcuni casi, i truffatori tentano persino di estorcere i dati della carta di credito simulando un ufficio tributi per "regolarizzare" la posizione fiscale.
Le autorità ricordano che le comunicazioni ufficiali sui tributi avvengono esclusivamente tramite raccomandata, PEC o nel portale del Comune (accesso con SPID). Gli enti pubblici non chiedono mai dati sensibili o pagamenti immediati via telefono o SMS. In caso di dubbi, è fondamentale non richiamare il numero indicato e verificare la propria posizione solo attraverso i canali ufficiali o i numeri verdi presenti sulle bollette originali.
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