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Il rapporto della Fim Cisl

Stellantis, la Fiat 500 Ibrida rilancia Mirafiori: i nuovi modelli nel 2027 e 2030

Nello stabilimento torinese +42% di produzione, ma con l'incognita del mercato. Intanto Elkann incontra Giorgetti

Stellantis rialza la testa: Mirafiori e Melfi trainano la produzione italiana

Basta una city car per rimettere in moto un colosso? A guardare i numeri del primo trimestre 2026, la risposta – sorprendentemente concreta – è sì. A Mirafiori, la Fiat 500 Ibrida ha impresso la scossa che mancava: +42% di produzione è un numero che non si vedeva da anni. In compenso a Melfi è la nuova Jeep Compass a condurre il rilancio di Stellantis. È l’immagine di un’Italia dell’auto che prova a rialzarsi, tra stabilimenti che ripartono, altri che faticano e una partita industriale che il 21 maggio - con la presentazione del piano del ceo Antonio Filosa - approderà poi anche sul tavolo del Governo e qui pare che Elkann abbia già incontrato Giorgetti. Perché al momento questi sono i numeri della produzione, ma servono poi quelli del mercato.



Guardiamo i numeri di Stellantis secondo il rapporto della Fim-Cisl: produzione complessiva gennaio-marzo 2026: 120.366 veicoli (vetture e commerciali), contro meno di 110.000 un anno fa; volumi totali in crescita del 9,5% su base annua; autovetture: +22%; veicoli pesanti: -5,8%. La previsione complessiva per il 2026 è di circa 500.000 veicoli dalle linee italiane. Il cuore del rimbalzo batte a Torino. Mirafiori misura nel primo trimestre 2026 14.040 unità, contro le 9.860 del 2025: +42,4%. Qui la produzione è interamente concentrata sulle due anime della 500, full electric e ibrida, con la seconda che ha invertito un trend discendente legato al calo della sorella elettrica.

La spinta della 500 ibrida – entrata a regime nell’ultimo trimestre 2025 – ha riacceso la catena di montaggio torinese. A febbraio 2026 sono partite 440 nuove assunzioni (e altre seguiranno, dicono da Torno); da marzo è attivo il secondo turno. L’obiettivo interno per l’anno è ambizioso: circa 100.000 vetture a Mirafiori. Sul fronte occupazionale, dal 31 gennaio 2026 non è più in uso il contratto di solidarietà nell’area di assemblaggio; resta un’eccezione la “preassembly & logistic unit” (ex mascherine), dove circa 200 lavoratori sono ancora in solidarietà fino al 14 febbraio 2027 e circa 121 lavoratori dei vari stabilimenti del Torinese sono in uscita.



Per Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl, il dato positivo è “determinato in larga parte” dalla 500 ibrida a Mirafiori e dalla nuova Jeep Compass a Melfi. Ma avverte: la ripresa “non consente il ritorno ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024” e il vero riferimento resta il 2023, quando si superarono i 700.000 esemplari. La linea sindacale è chiara: 2026 meglio del 2025 – definito “piuttosto negativo” – con una riduzione sensibile degli ammortizzatori sociali e, in alcuni casi, nuovi ingressi inizialmente temporanei da stabilizzare “in breve tempo”. Strategia? Diversificare le produzioni a Mirafiori, puntando anche su piccole elettriche europee fino a 4,2 metri, alla luce della revisione normativa UE che premia la localizzazione di questi modelli.

La mappa degli stabilimenti: a Melfi la Jeep Compass di nuova generazione contribuisce in modo decisivo al rialzo dei volumi. Modena riparte con le Maserati GranTurismo e GranCabrio trasferite da Torino. Cassino resta l’unico sito in sofferenza, nodo ancora aperto sul piano industriale. - Pomigliano: da accelerare i progetti sulla piattaforma Small, tassello ritenuto strategico.



La data cerchiata in agenda è il 21 maggio 2026, quando Stellantis presenterà il nuovo piano industriale e di conseguenza le sue strategie per l'Italia. È il seguito di un percorso non lineare: dopo lo sciopero automotive del 18 ottobre 2024 indetto da Fim-Fiom-Uilm, a dicembre 2024 fu presentato al Ministero un piano ritenuto poi “insufficiente” dai sindacati. Oggi la richiesta è di rafforzarlo “in tutti i suoi aspetti”, a partire da Mirafiori e dalla piattaforma Small a Pomigliano.

In particolare Uliano dice che per Mirafiori "serve un piano strutturato", considerando che al momento è in previsione il debutto di una versione aggiornata della Fiat 500e - con batterie prodotte da Stellantis grazie alla tecnologia del partner Leapmotor - nel 2027, mentre il nuovo modello 500 arriverà soltanto nel 2030 (full electric? Occorre capire cosa farà il mercato).

Servono volumi, servono investimenti - dicono i sindacati, che per Mirafiori insistono sulla necessità di un secondo modello - e serve il confronto con l'attuale situazione geopolitica e le conseguenze sui costi dell'energia. Per il piano Italia, si parla di un incontro già avvenuto a Roma fra John Elkann, presidente di Stellantis, e il ministro Giancarlo Giorgetti: Elkann è stato avvistato in piazza Colonna - pare si sia concesso anche a dei selfie - e secondo alcune fonti era in uscita proprio dal ministero. 

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