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CRONACA GIUDIZIARIA

Serata al “Gianca”, poi il caos: scaglia una bici verso i clienti

Testimoni in aula: «Sotto l’ombrellone c’era una coppia pochi istanti prima»

Serata al “Gianca”, poi il caos: scaglia una bici verso i clienti

Minacce, poi il gesto violento: una bicicletta scagliata verso l’esterno del locale, dove pochi istanti prima erano seduti alcuni clienti. È quanto emerso in aula nel processo sul lancio di una bici alla discoteca “Gianca”, episodio finito al centro dell’istruttoria dibattimentale. Secondo le testimonianze raccolte, a partire da quelle degli operatori di polizia e degli addetti alla sicurezza, sarebbe stato l’attuale imputato a compiere il gesto. Dopo momenti di tensione all’interno del locale, l’uomo avrebbe afferrato una bicicletta e l’avrebbe lanciata verso il dehors, colpendo e distruggendo un ombrellone e parte degli arredi. A rendere ancora più grave il quadro è la deposizione di uno dei buttafuori. Pochi secondi prima dell’impatto, sotto l’ombrellone colpito si trovava una coppia. Una circostanza che evidenzia quanto il gesto avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti. Non solo: sempre secondo quanto riferito in aula, l’imputato avrebbe anche tentato di sollevare e lanciare un bidone in ghisa, senza però riuscirci. «Un gesto che fotografa tutta la sua pericolosità: pochi secondi e poteva essere una tragedia». Così l’avvocato Gino M.D. Arnone, legale della discoteca, commenta quanto emerso durante l’udienza. «Ci aspettiamo che responsabilità e danni vengano accertati e risarciti in modo esemplare».

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