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Medici in corsia fino a 72 anni: la proroga che cambia la sanità italiana

Nel nuovo decreto PNRR via libera al prolungamento dell’attività per i medici di base e altre misure su personale, Assegno unico e digitalizzazione della pubblica amministrazione

Medici in corsia fino a 72 anni: la proroga che cambia la sanità italiana

Il nuovo decreto PNRR all’esame del Parlamento introduce una serie di misure che toccano sanità, pubblica amministrazione e servizi digitali, con l’obiettivo di garantire continuità agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e rispondere alle criticità emerse nei diversi settori.

Tra le novità più rilevanti spicca la proroga fino al 31 dicembre 2027 della possibilità per le aziende sanitarie locali (ASL) di trattenere in servizio i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, consentendo loro di continuare a lavorare fino a cinque anni oltre il raggiungimento dell’età pensionabile, su base volontaria.

La misura riguarda in particolare medici di medicina generale, pediatri e guardie mediche, categorie sempre più colpite da una grave carenza di personale. L’obiettivo è quello di tamponare le difficoltà del sistema sanitario, che secondo le stime della Fondazione Gimbe registra un deficit di oltre 5.700 medici di famiglia. Un problema aggravato negli ultimi anni da numerosi pensionamenti e da una crescente difficoltà nel rendere attrattiva la professione.

La proroga si inserisce in un quadro più ampio di interventi sul personale sanitario. Già nei mesi scorsi era stato rinnovato il contratto collettivo nazionale della medicina generale, con un aumento medio degli stipendi di circa il 5,78%, nel tentativo di sostenere il settore e frenare l’emorragia di professionisti.

Non è la prima misura di questo tipo: anche il precedente decreto Milleproroghe aveva già esteso la possibilità di trattenimento in servizio per dirigenti e personale sanitario, portando il limite fino ai 72 anni in forma volontaria.

Accanto al tema della sanità, il decreto interviene anche sul fronte organizzativo del PNRR. Viene confermata la scadenza al 30 giugno 2026 per la realizzazione degli investimenti finanziati dal Piano, evitando ulteriori modifiche che avrebbero richiesto un nuovo confronto con l’Unione Europea.

Tra le altre disposizioni, si segnala l’estensione dell’Assegno unico universale anche a determinate categorie di lavoratori stranieri residenti nell’Unione Europea, con l’obiettivo di evitare possibili contenziosi a livello comunitario.

Il provvedimento interviene, inoltre, sulla gestione del personale pubblico e delle società partecipate, prorogando fino al 31 dicembre 2027 la possibilità di utilizzare figure professionali legate all’attuazione del PNRR, e consentendo al Dipartimento per la trasformazione digitale di estendere alcuni incarichi fino al 2026 per garantire la continuità dei progetti in corso.

Un’ulteriore novità riguarda la semplificazione amministrativa: i tempi per le autorizzazioni relative all’occupazione del suolo pubblico per infrastrutture digitali vengono ridotti da 90 a 60 giorni, con l’obiettivo di velocizzare gli iter burocratici.

Infine, il decreto stanzia nuove risorse per il potenziamento del Sistema informativo elettorale (SIEL), con l’ipotesi di introdurre la tessera elettorale digitale, segnando un ulteriore passo verso la modernizzazione dei servizi pubblici.

Il provvedimento, dopo il via libera della Camera, passa ora al Senato per l’approvazione definitiva entro la scadenza del 21 aprile.

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