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IL FATTO

Poliambulatorio di Ivrea: pazienti in coda sotto la pioggia, scoppia la polemica

Anziani e fragili costretti all'attesa all'aperto prima dei prelievi.

Ivrea, prelievi sotto la pioggia: la pensilina che non ripara e la pazienza dei cittadini

C’è un’immagine che, in questi giorni di pioggia, sta scuotendo l’opinione pubblica eporediese: quella di una fila di cittadini pensionati, lavoratori e persone con fragilità in attesa fuori dal Nuovo Poliambulatorio di via Ginzburg. Alle 7:30 del mattino, l'alba non porta solo l'inizio delle attività sanitarie, ma anche il disagio di un’accoglienza che sembra ignorare il buon senso elementare. La pensilina esterna, infatti, non garantisce alcun riparo reale, lasciando l'utenza esposta alle intemperie proprio nel momento del primo contatto con la sanità pubblica.

Non si tratta di una struttura obsoleta, ma di un complesso recente, realizzato con fondi pubblici. Eppure, la progettazione degli spazi esterni sembra aver dimenticato chi quegli spazi deve abitarli: persone anziane con deambulatori, cittadini in carrozzina e accompagnatori. Le due panchine presenti, bagnate e inutilizzabili, completano un quadro di "selezione naturale" dove l'accesso a un esame del sangue si trasforma in una prova di resistenza fisica al freddo e all'umidità.

La miccia del malumore, partita dai social, punta ora il dito verso i vertici istituzionali. L’Asl To4, guidata dal direttore generale Luigi Vercellino, e la conferenza dei sindaci presieduta da Matteo Chiantore sono chiamati a rispondere di una carenza che appare, nel 2026, del tutto inaccettabile. Si interrogano i cittadini se si tratti di un errore progettuale, di un guasto tecnico o di una semplice mancanza di manutenzione; in ogni caso, la richiesta è univoca: ripristinare la decenza minima del servizio.

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