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lo sciopero
17 Aprile 2026 - 07:00
Si preannuncia un venerdì di forti disagi per i cittadini che hanno prenotato prestazioni mediche presso strutture convenzionate. Oggi, venerdì 17 aprile 2026, è in corso lo sciopero nazionale della sanità privata. La mobilitazione, indetta dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, coinvolge quasi 300 mila lavoratori tra medici, infermieri, operatori sociosanitari, personale tecnico e amministrativo, impiegati negli ospedali privati, nelle Rsa e nei Centri di Riabilitazione. Al centro della protesta c'è il blocco dei rinnovi contrattuali e il mancato adeguamento dei salari al costo della vita, con i sindacati che contestano duramente la gestione delle sigle datoriali.
I numeri citati dalle organizzazioni dei lavoratori descrivono un settore in forte crescita, con un giro d'affari che nel 2023 ha toccato i 12,02 miliardi di euro e utili netti raddoppiati. I segretari generali Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi denunciano un'industria solida che non redistribuisce la ricchezza a chi garantisce cure e assistenza. Il divario retributivo è ormai allarmante: un infermiere della sanità privata guadagna mediamente 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del settore pubblico. Questa situazione, definita insostenibile anche dalla federazione degli ordini infermieristici, vede ritardi nei rinnovi che nelle Rsa arrivano a toccare i quattordici anni.
La piattaforma sindacale chiede al Governo e alle Regioni l'introduzione di criteri di accreditamento più stringenti, affinché il rinnovo dei contratti sia una condizione vincolante per le strutture che operano con fondi pubblici. Si richiede inoltre il contrasto al dumping contrattuale e un rafforzamento dei controlli e delle ispezioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Durante l'intera giornata sono garantiti esclusivamente i servizi minimi essenziali previsti per le emergenze e le urgenze.
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