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Giornata mondiale della lotta contadina, il sacrificio di Eldorado do Carajás non si dimentica

Il 17 aprile il mondo celebra la resistenza di chi lavora la terra: una data nata dal sangue di diciannove contadini brasiliani uccisi nel 1996 mentre chiedevano dignità e futuro

Giornata mondiale della lotta contadina, il sacrificio di Eldorado do Carajás non si dimentica

Oggi, venerdì 17 aprile 2026, si celebra la Giornata mondiale della lotta contadina. Non è una semplice ricorrenza di calendario, ma un monito necessario per ricordare che dietro ogni prodotto che arriva sulle nostre tavole esiste una battaglia secolare per i diritti, la terra e la dignità umana. Una lotta che troppo spesso è stata pagata con il sangue.

La scelta di questa data non è casuale. Il 17 aprile del 1996, nello Stato del Parà, in Brasile, la polizia militare aprì il fuoco contro tremila famiglie del Movimento dei lavoratori senza terra (MST). I manifestanti stavano bloccando l'autostrada PA-150 a Eldorado do Carajás per chiedere l’esproprio federale di un ranch improduttivo dove avevano costruito il loro campo. L'ordine di sgombero arrivò con una violenza inaudita: diciannove contadini morirono sul colpo, falciati dalle raffiche di mitragliatrice mentre fuggivano, e altri due morirono poco dopo per le ferite riportate. Tra le vittime ci fu Amâncio Rodrigues dos Santos, un uomo sordomuto che si era avvicinato ai poliziotti sventolando una bandiera, incapace di udire gli spari che stavano per ucciderlo.

Quella strage impose al mondo intero una riflessione strutturale sul dramma dei lavoratori agricoli, un problema che oggi si intreccia con le sfide del capitalismo globale, dell'agribusiness e del cambiamento climatico. Celebrare la lotta contadina nel 2026 significa parlare con competenza di sovranità alimentare, sottraendo il tema a facili populismi per trasformarlo in politiche concrete che tutelino le piccole e medie realtà rurali.

Il lavoro agricolo è un pilastro della nostra economia e, come recentemente sottolineato a livello istituzionale, non è affatto un impiego svilente. Tuttavia, resta uno dei settori meno tutelati e più vulnerabili ai "capricci" del mercato e del clima. I contadini sono spesso schiacciati da grandi industrie che impongono prezzi insostenibili e ritmi innaturali, ignorando il benessere di chi rappresenta il primo anello della catena alimentare.

Questa giornata funge da promemoria collettivo: la lotta contadina esisterà finché il sistema economico non riconoscerà ai lavoratori della terra il valore e le tutele che meritano. Difendere chi lavora la terra significa, in ultima analisi, difendere la libertà di scelta e il futuro di tutti noi.

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