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Il caso
16 Aprile 2026 - 16:15
Si allarga l’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, il tragico incendio che ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di 115. Le autorità svizzere hanno iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone, portando il totale a 13 coinvolti.
Le accuse, a vario titolo, comprendono omicidio colposo, lesioni per negligenza e incendio colposo. La notizia, diffusa dall’agenzia Keystone-ATS, trova conferma anche da fonti vicine all’indagine.
I nuovi iscritti nell’inchiesta saranno interrogati tra maggio e giugno. Si tratta di figure legate sia all’attuale amministrazione sia all’ex Comune di Chermignon, poi confluito nel 2017 in Crans-Montana.
Tra loro figurano:
Benjamin Charpiot, vice responsabile della sicurezza
Patrick Clivaz, consigliere comunale e responsabile politico della sicurezza pubblica
Jean-Claude Savoy, ultimo sindaco di Chermignon
Jérémie Rey, consigliere comunale con delega alla sicurezza edilizia
La tragedia si è consumata durante la notte di Capodanno, all’interno del locale Constellation, dove un incendio sviluppatosi in un bar seminterrato ha intrappolato decine di giovani. Molte vittime avevano un’età compresa tra 14 e 24 anni, e tra loro si contavano anche sei minorenni italiani.
Inizialmente, l’indagine condotta dalla Procura di Sion riguardava esclusivamente i proprietari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, che avevano acquistato la struttura nel 2015.
Successivamente, il fascicolo si è ampliato includendo:
il sindaco di Crans-Montana
il responsabile comunale della sicurezza
il suo predecessore
Con gli ultimi sviluppi, l’inchiesta coinvolge ora anche altri esponenti della politica locale e funzionari pubblici.
Parallelamente, resta aperta un’indagine anche in Italia, coordinata dalla Procura di Roma. Al momento, gli unici indagati risultano essere ancora i coniugi Moretti.
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