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Il caso
18 Aprile 2026 - 21:46
È ancora lì. Due giorni, si prepara alla terza notte. Un quarantenne rumeno sta tenendo sotto scacco un quartiere, quello di Santa Rita. Sul tetto di via Acciarini ha steso un sacco a pelo. Ha studiato tutto. Venerdì mattina si è arrampicato, zaino in spalla, sul ponteggio dal lato di via Ogliaro. Alcol, cibo, carta igienica. Aveva tutto con sè. La giornata di oggi ha visto un forte passaggio e i poliziotti ripetete come un mantra «per favore spostatevi di qui». Una pazienza e un tatto, soprattutto quando si sentivano rispondere male. Molti chiedevano «perché non intervenite?» e tanti affermavano «se fossi io al posto vostro….».


Più passavano le ore, più si facevano alti i toni - dei passanti. «Perdete tempo dietro a un cretino che non si butta nemmeno». Uno spaccato sulla società, questo è stato lo “spettacolo” di via Acciarini. C’è stato anche chi si faceva i selfie con dietro l’uomo sul tetto. Chi passava non poteva fare a meno di alzare lo smartphone e immortalare il tutto. Poi c’erano loro. I bambini. Come quella piccoletta con il top a fiori e i pattini che innocentemente diceva «dai, scendi». O quel ragazzino con il gelato in mano «vieni giù, lì rischi di farti male». E ancora, quel poco più che adolescente che in bici si ferma, guarda verso il cielo «chissà cosa lo ha portato a salire la sopra». In quel momento una donna ben vestita sbotta «ah, sto deficiente! Guarda quanta gente ha mobilitato, tanto le forze dell’ordine le paghiamo noi!». Il ragazzino con la bicicletta, verde come la speranza che solamente queste nuove generazioni possono offrire, ribatte: «signora, forse quell’uomo ha solo bisogno di essere curato». Ma la donna non fa in tempo a sentire. Ha attraversato la strada. Sta entrando in chiesa. C’è la messa del pomeriggio. Al momento di andare in stampa, esattamente come questo giornale scrive 24 ore prima, l’uomo è ancora sul tetto. E il quartiere è ancora con il fiato sospeso. Probabilmente, le forze dell’ordine interverranno nella notte.
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