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Delitto di Garlasco
20 Aprile 2026 - 16:05
Nel corso della puntata di oggi, 20 aprile, della trasmissione Mattino 5, Liborio Cataliotti, il legale di Andrea Sempio, è tornato a parlare del caso legato al delitto di Garlasco, soffermandosi sulle possibili evoluzioni giudiziarie che riguardano il suo assistito.
Intervistato dai conduttori Federica Panicucci e Francesco Vecchi, l’avvocato ha adottato un approccio prudente, evitando di scoprire in anticipo le strategie della difesa, ma lasciando intravedere alcuni possibili scenari in caso di rinvio a giudizio.
Cataliotti ha spiegato come tutto dipenderà dalla struttura dell’eventuale accusa: “Molto dipende dalla formulazione del capo di imputazione”, chiarendo che sarà determinante capire se si ipotizzerà un reato commesso da una sola persona o da più soggetti.
Secondo il legale, questa distinzione non è secondaria: “Se si trattasse di un fatto monosoggettivo, la linea difensiva si arricchirebbe di questioni di puro diritto”. Un passaggio che lascia intendere come la strategia possa concentrarsi su aspetti giuridici più che sugli elementi materiali dell’indagine.
Nel corso dell’intervista, l’avvocato ha richiamato anche il dibattito tra esperti del settore, citando posizioni già espresse da altri professionisti. Tra i punti sollevati, la possibilità stessa di avviare un nuovo procedimento nei confronti di un unico imputato in presenza di una precedente condanna relativa allo stesso fatto.
“Dubitiamo che si possa procedere con un nuovo giudizio su un unico soggetto laddove esista già una condanna”, ha osservato, evidenziando una questione che potrebbe avere un peso rilevante nell’eventuale sviluppo processuale.
Sollecitato sui principali elementi dell’inchiesta (tra cui il DNA, il possibile movente e altri aspetti investigativi), Cataliotti ha mostrato sicurezza: “Sinceramente in questo momento non mi preoccupa nulla se questi sono gli elementi, tutto potrei fare tranne che preoccuparmi”. Un’affermazione che riflette una posizione di fiducia nella solidità della futura difesa.
Non è mancato un riferimento al ruolo mediatico della vicenda. Il legale ha criticato la diffusione di informazioni già esaminate in sede giudiziaria: “Cosa vuole che mi preoccupi dell’opinione pubblica, alimentata da atti già valutati dalla magistratura?”.
Tra i punti più tecnici affrontati, anche quello relativo alla cosiddetta impronta 33A. Secondo Cataliotti, non sarebbe possibile attribuirla con certezza al suo assistito: “Non si può dire che sia di Sempio, perché abbiamo solo una fotografia realizzata dopo l’uso dei reagenti”.
L’avvocato ha poi spiegato come l’analisi di questo tipo di tracce richieda un percorso complesso, in cui una prima fase di valutazione presenta margini di soggettività.
Il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e giuridica. In attesa di eventuali sviluppi, la difesa sembra orientata a puntare soprattutto su aspetti procedurali e interpretazioni del diritto, lasciando sullo sfondo, almeno per ora, il confronto diretto sugli elementi indiziari.
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