l'editoriale
Il caso del delitto di Garlasco continua a evolversi e si arricchisce di nuovi elementi che potrebbero allargare il raggio delle indagini anche oltre il paese. Durante la trasmissione “Mattino Cinque”, sono emersi aggiornamenti rilevanti, tra cui la rivalutazione di una traccia finora rimasta in secondo piano.
Si tratta della cosiddetta impronta 97F, una traccia di sangue individuata sulle scale dell’abitazione di Chiara Poggi, nei pressi del punto in cui fu trovato il corpo. Già catalogata all’epoca dai Ris, non era stata però oggetto di approfondimenti tecnici completi, come la quantificazione o la ricerca di eventuale materiale genetico maschile.
Secondo gli esperti intervenuti in trasmissione, quella traccia potrebbe essere compatibile con lo strofinamento della mano dell’aggressore, ma all’epoca si sarebbe dato per scontato che il sangue appartenesse solo alla vittima. Un’ipotesi che oggi viene rimessa in discussione, aprendo alla possibilità che si potesse effettuare un’analisi più approfondita.
Parallelamente, nuovi spunti arrivano anche dalla perizia informatica sul computer di Chiara Poggi. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere elementi utili a indirizzare gli investigatori verso una pista più definita, legata anche a frequentazioni al di fuori di Garlasco da parte dell’attuale indagato.
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