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Salute e prevenzione
21 Aprile 2026 - 14:47
Le vaccinazioni hanno rivoluzionato la salute pubblica, ma i risultati ottenuti negli ultimi decenni non sono garantiti per sempre. Le principali istituzioni europee mettono in guardia: il calo delle coperture vaccinali rischia di compromettere progressi fondamentali, proprio mentre si celebra la Settimana europea dell’immunizzazione (19-25 aprile).
Negli ultimi 50 anni, i vaccini hanno salvato circa 154 milioni di vite a livello globale. Anche in Europa i dati sono stati estremamente positivi: la regione è libera dalla poliomielite endemica dal 2002 e, tra il 2000 e il 2024, i casi di rosolia sono crollati di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%.
Tuttavia, la situazione sta cambiando. Nel 2024 si sono registrati circa 298 mila casi di pertosse e oltre 127 mila casi di morbillo, il numero più alto degli ultimi 27 anni. Un chiaro segnale che la diminuzione delle vaccinazioni sta già producendo effetti concreti.
Anche in Italia la protezione garantita dai vaccini ha eliminato o quasi malattie come polio, difterite e rosolia. Ma questo equilibrio resta fragile: senza una copertura adeguata, il rischio di ritorno è reale.
Alcune infezioni continuano infatti a circolare. Il morbillo, ad esempio, rimane presente con 529 casi registrati nel 2025. Più critica la situazione per il Papillomavirus umano (HPV), dove i livelli di vaccinazione risultano ancora insufficienti.
Il vaccino contro l’HPV rappresenta uno degli strumenti più efficaci per prevenire diversi tumori, tra cui quello del collo dell’utero. Gli esperti sottolineano che l’eliminazione di questa forma di cancro in Europa è un obiettivo sempre più realistico, ma dipende direttamente dall’aumento delle adesioni vaccinali.
Tutti i Paesi dell’Unione Europea raccomandano la vaccinazione contro l’HPV per adolescenti, sia maschi che femmine. Tuttavia, le percentuali variano molto:
Alcuni Paesi superano il 90% di copertura
Altri restano ben al di sotto degli standard minimi
L’Italia si colloca in una posizione intermedia, con circa il 50% di copertura nelle ragazze e poco meno del 45% nei ragazzi, dati ancora lontani dagli obiettivi ideali.
Attualmente in Europa sono in sviluppo 91 nuovi vaccini, a dimostrazione dell’importanza strategica della ricerca. Secondo gli esperti, ogni euro investito in prevenzione può generare fino a 14 euro di benefici per il sistema sanitario.
I pediatri ricordano inoltre che la vaccinazione non riguarda solo l’infanzia: la protezione immunitaria deve accompagnare tutta la vita, dalle donne in gravidanza ai neonati, fino ad adolescenti e adulti.
Il messaggio delle istituzioni è chiaro: i successi ottenuti grazie ai vaccini non sono irreversibili. Senza un impegno costante in informazione, accesso e investimenti, malattie che sembravano sotto controllo potrebbero tornare a diffondersi.
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