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Il caso

Shiva condannato a 3 anni e 6 mesi per la rissa di San Benedetto del Tronto

Il tribunale di Ascoli Piceno ha emesso la sentenza per il rapper e il suo gruppo: pene fino a 3 anni e 2 mesi anche per i coimputati

Shiva condannato a 3 anni e 6 mesi per la rissa di San Benedetto del Tronto

Il gup del tribunale di Ascoli Piceno, Barbara Caponetti, ha emesso la sentenza nei confronti del rapper Andrea Arrigoni, conosciuto come Shiva, 26 anni, coinvolto in un episodio di violenza avvenuto nell’agosto 2023 a San Benedetto del Tronto.

Il giudice ha stabilito una pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione per il trapper, giudicato con rito abbreviato in relazione alla rissa esplosa in Piazza della Verdura.

Le altre condanne

Nello stesso procedimento sono stati condannati anche tre membri del gruppo del rapper:

  • Boris Bentil

  • Patrick Raimo

  • Simone Dannis Alvaro Recrosio

Per loro la pena stabilita è di 3 anni e 2 mesi.
Alle parti civili è stata riconosciuta una provvisionale di 5.000 euro.

I fatti contestati

Secondo l’accusa, tutto sarebbe iniziato da un alterco verbale tra il gruppo milanese e un giovane del posto, che avrebbe poi chiamato rinforzi.

Dopo un primo scontro, la situazione sarebbe degenerata al ritorno sul luogo dell’incontro, quando il gruppo locale avrebbe chiesto di “chiarire la vicenda”.

L’episodio è poi sfociato in una rissa violenta, durante la quale Shiva e i suoi amici avrebbero colpito gli avversari con pugni, una cintura e un coltello, secondo quanto ricostruito dalla procura.

Al rapper sono stati contestati anche il porto abusivo di arma da taglio e le lesioni aggravate. Uno dei feriti ha dichiarato di averlo visto con le mani sporche di sangue.

Rapina e assoluzioni parziali

In un primo momento era stata contestata anche una rapina aggravata relativa a uno zaino con denaro e oggetti personali.
Tuttavia, su questo capo d’imputazione gli imputati sono stati assolti.

Le reazioni della difesa

La difesa del rapper ha accolto con favore la decisione del giudice, sottolineando che è stata esclusa l’ipotesi più grave inizialmente contestata.

Secondo l’avvocato Niccolò Vecchioni, la sentenza avrebbe ricondotto i fatti alla loro “corretta qualificazione giuridica”, ridimensionando l’impianto accusatorio originario.

Il contesto giudiziario

L’episodio risale al 30 agosto 2023 e ha portato a mesi di indagini e procedimenti paralleli. In seguito ai fatti, il rapper avrebbe anche inviato una lettera di scuse e risarcito le persone coinvolte.

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