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Trasporti
22 Aprile 2026 - 19:40
Con l’estate alle porte e uno scenario internazionale instabile, tra tensioni geopolitiche e possibili problemi di approvvigionamento energetico, il settore dei trasporti aerei si trova sotto pressione. Il rischio di cancellazioni, insieme all’aumento dei prezzi dei voli, spinge sempre più persone a valutare soluzioni alternative per viaggiare.
Tra queste, il treno appare la scelta più ovvia. Tuttavia, la realtà del sistema ferroviario europeo è tutt’altro che semplice.
Secondo uno studio del think tank Transport & Environment (T&E), rilanciato dal Guardian, quasi la metà delle principali rotte aeree europee non ha una reale alternativa ferroviaria facilmente prenotabile. In molti casi, infatti, non esiste un sistema integrato che permetta di acquistare un unico biglietto per l’intero viaggio in treno.
Esempi concreti evidenziano il problema: tratte molto richieste come Lisbona–Madrid o Barcellona–Milano non sono prenotabili attraverso un unico portale ferroviario.
L’analisi su 30 delle rotte più trafficate in Europa mostra dati significativi:
Nel 20% dei casi, non è possibile acquistare un biglietto unico valido per l’intero percorso.
Nel 27% dei casi, si può viaggiare solo con un singolo operatore ferroviario.
Sulla maggior parte delle tratte, le alternative non vengono nemmeno mostrate nei sistemi di prenotazione.
Secondo il ricercatore Brian Caulfield del Trinity College di Dublino, il sistema attuale è paragonabile a un modello “dell’età della pietra”, dove le connessioni internazionali non sono né visibili né facilmente acquistabili.
Un altro problema centrale è la mancanza di concorrenza reale. Gli operatori ferroviari nazionali tendono a vendere solo i propri biglietti, ignorando quelli delle compagnie concorrenti.
In particolare:
L’86% delle tratte competitive non include offerte di altri operatori.
Nel 59% dei casi, le alternative non vengono proprio mostrate.
Questo crea un sistema chiuso in cui il passeggero si affida quasi sempre al sito del proprio operatore nazionale, senza conoscere opzioni potenzialmente più economiche.
Secondo Georgia Whitaker, esperta di politiche ferroviarie presso T&E, questo porta spesso a una percezione distorta dei prezzi: il treno può risultare più costoso dell’aereo solo perché le alternative non vengono rese visibili.
Nonostante le difficoltà, la domanda di trasporto ferroviario esiste. Un sondaggio YouGov (2025) mostra che:
Il 61% dei viaggiatori ha rinunciato al treno a causa della complessità di prenotazione.
Oltre il 40% degli intervistati sceglierebbe il treno se fosse più semplice acquistare i biglietti.
In altre parole, il problema non è la mancanza di interesse, ma la difficoltà di accesso al servizio.
La Commissione Europea sta cercando di intervenire con un progetto di biglietto unico integrato, previsto per il 13 maggio, con l’obiettivo di rendere più semplice viaggiare in treno tra i Paesi membri.
L’obiettivo è chiaro: rendere il trasporto ferroviario un’alternativa concreta e competitiva rispetto all’aereo, soprattutto sulle tratte medio-brevi.
Il quadro generale resta quello di un’Europa in transizione: da un lato cresce la domanda di trasporti più sostenibili, dall’altro il sistema ferroviario non è ancora abbastanza integrato per rispondere in modo efficace.
Il risultato è paradossale: i treni ci sono, ma spesso non si riescono a prenotare facilmente, mentre gli aerei restano la soluzione più immediata, anche quando non è la più conveniente o sostenibile.
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