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Il caso

Lago Maggiore, la rivelazione del Mossad: lo 007 morto nel 2023 lavorava contro l’Iran

A Tel Aviv il direttore dell’intelligence israeliana David Barnea conferma: l’agente era impegnato in operazioni segrete contro Teheran

Lago Maggiore, la rivelazione del Mossad: lo 007 morto nel 2023 lavorava contro l’Iran

Lo 007 israeliano deceduto nel 2023 sul Lago Maggiore non era un semplice pensionato, ma un agente attivo del Mossad impegnato in una delicata missione contro l’Iran. Questo è quanto viene scritto da Lo Spieffero, dopo una rivelazione arrivata a sorpresa da Tel Aviv durante la Giornata dedicata ai caduti in guerra, quando il direttore dell’intelligence israeliana, David Barnea, ha deciso di svelare nuovi dettagli sull’identità dell’uomo.

Secondo quanto emerso, l’agente – indicato con la sola iniziale “M.” – stava operando in collaborazione con i servizi segreti italiani in attività finalizzate a contrastare i tentativi di Teheran di acquisire tecnologie militari avanzate. Il suo lavoro rientrava in una più ampia strategia di intelligence contro l’Iran.

Il decesso avvenne tre anni fa a seguito del naufragio di un’imbarcazione turistica sul Lago Maggiore, incidente nel quale persero la vita anche due funzionari italiani dell’intelligence e la moglie russa dello skipper.

Nel suo intervento ufficiale, Barnea ha ricordato le capacità operative dell’agente, sottolineando come le sue missioni fossero caratterizzate da un mix di tecnologia, ingegno e discrezione, elementi che avrebbero avuto un impatto significativo nelle operazioni contro il programma iraniano.

Il capo del Mossad ha inoltre espresso profondo riconoscimento, ricordando come “M.” sia caduto mentre era impegnato in attività fuori dai confini israeliani, nel pieno svolgimento del proprio incarico.

Al momento dell’incidente, le autorità israeliane avevano presentato l’uomo come un semplice ex collaboratore in pensione, senza rivelarne il ruolo operativo ancora attivo nei servizi segreti.

La nuova versione dei fatti getta quindi luce su una vicenda rimasta a lungo avvolta nel segreto, evidenziando il coinvolgimento diretto dell’agente in operazioni sensibili legate alla sicurezza internazionale e al dossier nucleare iraniano.

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