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Il fatto

Smantellata rete di narcotraffico nel Nord Ovest: 21 misure cautelari tra Piemonte, Lombardia e Liguria

L’operazione dei carabinieri tra Novara, Varese, Imperia e Vercelli. Sequestri, intercettazioni e un sistema di spaccio capillare secondo l’accusa

Smantellata rete di narcotraffico nel Nord Ovest: 21 misure cautelari tra Piemonte, Lombardia e Liguria

Colpo al traffico di droga nel Nord Ovest. I carabinieri hanno eseguito 21 misure cautelari nelle province di Novara, Varese, Imperia e Vercelli, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Novara su un presunto sistema di detenzione e traffico di stupefacenti.

Le accuse, a vario titolo, riguardano cocaina, hashish e marijuana, oltre a ipotesi di estorsione e falsità in atti destinati all’autorità giudiziaria.

L’indagine, sviluppata tra gennaio e luglio dello scorso anno, ha permesso – secondo gli investigatori – di ricostruire una rete articolata di approvvigionamento e distribuzione di droga nel territorio del Nord Ovest, con ramificazioni anche nelle province di Milano e Alessandria.

Al centro del presunto gruppo ci sarebbe un cinquantenne di Novara, ritenuto dagli inquirenti figura di riferimento per l’acquisto di ingenti quantitativi di stupefacenti da fornitori anche stranieri e la successiva distribuzione locale.

Le attività investigative hanno fatto emergere un sistema strutturato, basato su intercettazioni telefoniche e telematiche, pedinamenti e servizi di osservazione. Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero utilizzato diverse tecniche per eludere i controlli: utenze fittiziamente intestate, app di messaggistica criptata e un linguaggio in codice per indicare le sostanze.

Nel sistema di comunicazione, secondo l’accusa, termini come “latte” o “bianca” indicavano la cocaina, “piastrelle” l’hashish e “verde” la marijuana, mentre per il trasporto sarebbero stati utilizzati anche veicoli “staffetta”.

L’inchiesta ha inoltre fatto emergere presunte condotte estorsive legate al recupero dei debiti di droga, con somme che in alcuni casi avrebbero superato i 160mila euro, accompagnate – secondo gli atti – da minacce e pressioni anche sui familiari.

Segnalato anche un tentativo di inquinamento probatorio per favorire la scarcerazione di un indagato.

Il giudice ha disposto il provvedimento cautelare articolato in 4 arresti in carcere, 4 domiciliari e 13 misure tra obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria. Non è stata invece riconosciuta, allo stato, la configurabilità dell’associazione per delinquere, ma una serie di episodi di concorso legati a rapporti economici non stabili.

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