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24 Aprile 2026 - 07:50
La corsa allo sviluppo di un vaccino a mRNA contro l’influenza aviaria entra nella sua fase più avanzata. L’azienda biotecnologica Moderna ha annunciato l’inizio della fase 3 della sperimentazione clinica per il candidato denominato mRNA-1018, progettato per contrastare il virus influenzale di tipo H5.
Lo studio coinvolgerà circa 4.000 volontari adulti tra Stati Uniti e Regno Unito, ai quali sono già state somministrate le prime dosi. Questa fase rappresenta un passaggio cruciale, poiché servirà a valutare su larga scala sia la sicurezza sia la risposta immunitaria del vaccino. I dati raccolti saranno fondamentali per un’eventuale richiesta di autorizzazione alle autorità sanitarie.
Secondo l’amministratore delegato di Moderna, Stéphane Bancel, l’influenza aviaria continua a rappresentare una possibile minaccia pandemica. Per questo motivo, l’avvio della fase 3 segna un momento chiave nel rafforzamento della preparazione globale alle pandemie.
Il progetto riceve anche il supporto della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), che ha previsto un finanziamento fino a 54,3 milioni di dollari per sostenere lo sviluppo e accelerare il percorso verso una possibile approvazione.
Attualmente, il rischio per la popolazione generale è considerato basso, ma il virus continua a evolversi tra gli animali, mantenendo alta l’attenzione degli esperti. Dal 2003, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato circa 1.000 casi umani, con un tasso di mortalità vicino al 50%.
Nel 2024, inoltre, sono stati segnalati episodi di contagio da virus A(H5N1) nei bovini da latte negli Stati Uniti, con alcuni casi di trasmissione a lavoratori esposti, confermando la capacità del virus di adattarsi a nuovi ospiti.
La fase 3 è il livello più avanzato dei test clinici e prevede il coinvolgimento di un ampio numero di partecipanti. L’obiettivo è analizzare in modo approfondito parametri fondamentali come efficacia, sicurezza e immunogenicità.
In caso di risultati positivi, il processo di approvazione potrebbe essere supportato anche da studi precedenti, come quello sul vaccino antinfluenzale stagionale mRNA-1010, già in fase di valutazione in diversi Paesi tra cui Stati Uniti, Unione Europea, Canada e Australia.
Il direttore di CEPI, Richard Hatchett, ha sottolineato come questa sperimentazione rappresenti un esempio concreto del potenziale della tecnologia mRNA, già utilizzata con successo durante la pandemia di Covid-19.
Questo studio si inserisce in un contesto più ampio di strategie globali per contrastare future emergenze sanitarie. La tecnologia a RNA messaggero è considerata particolarmente promettente per la sua rapidità di sviluppo e la capacità di adattarsi a virus emergenti.
Se i risultati saranno confermati, il vaccino potrebbe diventare uno strumento chiave nella lotta contro nuove possibili pandemie influenzali.
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