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26 Aprile 2026 - 11:20
L’attentato avvenuto questa notte alla cena dei corrispondenti di Washington è solo l'ultimo capitolo di una stagione politica dominata dalle tensioni, ma affonda le radici in una storia americana segnata da una violenza ricorrente contro i propri leader. Donald Trump, con l'episodio di ieri, è stato preso di mira per la terza volta in meno di due anni, confermando un clima di scontro radicale che ricorda i periodi più bui della nazione.
Prima della sparatoria all'Hotel Hilton, Trump era già scampato alla morte in due occasioni ravvicinate:
Luglio 2024, Butler: Durante un comizio, un proiettile sfiorò il volto di Trump. L'attentatore, appostato su un tetto, uccise un pompiere tra il pubblico prima di essere abbattuto.
Settembre 2024, West Palm Beach: Un uomo armato di fucile fu intercettato dal Secret Service mentre Trump giocava a golf. L'aggressore, un 58enne ostile alle posizioni del tycoon, fu messo in fuga dagli agenti.
Questa escalation si inserisce in un contesto di disordini iniziato con l'assalto al Campidoglio del 2021 e proseguito con eventi tragici come l'uccisione dell'attivista pro-MAGA Charlie Kirk nel 2025.
La storia degli Stati Uniti conta quattro presidenti assassinati mentre erano in carica, oltre a numerosi ferimenti gravi:
1. Abraham Lincoln (1865): Il primo presidente repubblicano fu ucciso dal sudista John Wilkes Booth al Ford's Theatre di Washington, proprio mentre la Guerra di Secessione volgeva al termine.
2. James Garfield (1881): Fu colpito a morte da un avvocato frustrato mentre si trovava in una stazione ferroviaria di Washington, morendo pochi mesi dopo per le infezioni causate dalle ferite.
3. William McKinley (1901): Venne ucciso dall'anarchico Leon Czolgosz durante l'Esposizione Panamericana di Buffalo. Questo evento portò alla nascita del moderno Secret Service per la protezione presidenziale.
4. John F. Kennedy (1963): Forse l'attentato più celebre della storia moderna. JFK fu colpito a morte a Dallas da Lee Harvey Oswald mentre sfilava in parata sulla limousine presidenziale.
Non tutti gli attacchi sono stati fatali, ma hanno lasciato segni profondi nella società americana:
Robert Kennedy (1968): Sebbene non fosse ancora presidente, il fratello di JFK fu ucciso a Los Angeles durante la campagna per la nomination democratica da un immigrato giordano-palestinese.
Ronald Reagan (1981): Appena un anno dopo la sua elezione, Reagan fu gravemente ferito a Washington da John Hinckley Jr., uno squilibrato che dichiarò di aver sparato per attirare l'attenzione dell'attrice Jodie Foster.
Oggi, con il terzo attacco ai danni di Donald Trump, gli Stati Uniti si ritrovano a fare i conti con una democrazia che sembra essere tornata a quel livello di vulnerabilità e pericolo che ha caratterizzato i momenti di massima frattura sociale del passato.
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