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Il fatto

Volevano truffare due anziani: «Pronto, sono un maresciallo»

Due arresti: un uomo di 24 anni e una donna di 19, entrambi di origine marocchina

Volevano truffare due anziani: «Pronto, sono un maresciallo»

La voce dall’altra parte del telefono era calma, autorevole, costruita per non lasciare spazio al dubbio. «Sono un maresciallo dei carabinieri». Poi il racconto urgente: una rapina appena avvenuta in gioielleria, un documento ritrovato, il nome del marito coinvolto e la necessità immediata di mettere al sicuro oro e preziosi custoditi in casa. Il copione, purtroppo noto, del finto maresciallo.

Questa volta però la truffa si è fermata prima di andare a segno. Gli agenti del Commissariato San Paolo hanno arrestato, proprio nel quartiere San Paolo, due cittadini marocchini, un uomo di 24 anni e una donna di 19, accusati di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di una coppia di anziani.
A far scattare l’intervento è stata una segnalazione arrivata quasi per caso, ma decisiva.
Un’agente libera dal servizio ha raccolto il racconto di una vicina di casa, preoccupata per quella telefonata sospetta che il marito stava ricevendo in quel momento. Dall’altra parte della linea, il sedicente maresciallo spiegava che, dopo una rapina in una gioielleria, era stato rinvenuto il documento dell’uomo e che, per motivi di indagine, bisognava raccogliere subito denaro, oro e oggetti preziosi presenti nell’abitazione.
Non solo. A ritirare i beni, rassicurava il truffatore, sarebbe arrivato un incaricato del tribunale. Un dettaglio studiato per rendere ancora più credibile la messinscena. Gli agenti sono arrivati rapidamente nell’abitazione e hanno verificato che la vittima era ancora al telefono con uno dei malviventi. Poco dopo, il piano è entrato nella sua fase finale: alla porta si è presentato un giovane che si è qualificato come maresciallo, pronto a ritirare i preziosi. Non ha fatto in tempo a entrare.
I poliziotti lo hanno bloccato sul posto, mentre era ancora in collegamento telefonico con un’altra persona che lo stava guidando passo dopo passo. Nelle immediate vicinanze, gli agenti hanno individuato e fermato anche una giovane donna a bordo di un’auto: era la complice.
Dagli accertamenti è emerso che la 19enne stava tentando, tramite messaggi, di avvisare il complice dell’arrivo della polizia. 
Durante la perquisizione, a carico del 24enne sono stati sequestrati uno spray urticante e i telefoni cellulari utilizzati per mettere in scena la truffa. Per entrambi sono scattate le manette in flagranza: tentata truffa aggravata in concorso. I due sono stati portati in carcere.

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