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27 Aprile 2026 - 15:15
Durante il primo incontro ufficiale in Vaticano tra Papa Leone e la nuova primate della Chiesa anglicana, Sarah Mullaly, è emerso un forte richiamo all’unità tra le due confessioni cristiane, nonostante le difficoltà ancora aperte nel percorso ecumenico.
Nel suo intervento, il Pontefice ha sottolineato come sarebbe “uno scandalo” non continuare a impegnarsi per superare le divergenze storiche e teologiche che separano cattolici e anglicani. Ha ricordato anche la storica Dichiarazione comune del 1966, firmata da Papa Paolo VI e dall’arcivescovo Michael Ramsey, che diede avvio al dialogo ufficiale tra le due Chiese.
Secondo il Papa, negli ultimi decenni sono stati fatti progressi significativi, ma sono anche emerse nuove questioni che rendono più complesso il cammino verso la piena comunione sacramentale e di fede. Tuttavia, ha ribadito che queste difficoltà non devono bloccare la missione condivisa di annunciare il Vangelo.
Papa Leone ha richiamato anche le parole di Papa Francesco, ricordando che sarebbe uno scandalo non testimoniare Cristo insieme a causa delle divisioni. Per questo ha insistito sulla necessità di non perdere le occasioni di collaborazione, soprattutto in un contesto mondiale segnato da violenza, crisi sociali e profonde divisioni.
Nel suo discorso, ha inoltre evidenziato il ruolo dei più poveri come centro della missione cristiana, sottolineando la necessità di “costruire ponti e non muri” tra le comunità religiose e nel mondo.
Dopo l’incontro privato, la presentazione delle delegazioni e lo scambio di doni, Sarah Mullaly ha pregato insieme al Papa nella Cappella di Urbano VIII, segnando un momento storico per le relazioni tra le due Chiese.
La primate anglicana ha parlato di ospitalità come forma di ministero, non solo come accoglienza formale ma come capacità di riconoscere l’altro come parte della stessa creazione divina. Ha poi sottolineato come il cammino ecumenico si arricchisca grazie ai doni reciproci tra le due tradizioni, come la preghiera, la testimonianza e la solidarietà nella sofferenza.
Mullaly ha infine espresso gratitudine per l’incontro e ha ribadito la speranza di un futuro di unità cristiana, affidato alla guida dello Spirito Santo. Ha assicurato inoltre la propria preghiera per il Papa e per il mondo, con un forte appello alla pace e alla giustizia globale.
L’incontro in Vaticano si chiude così con un messaggio condiviso: la ricerca dell’unità resta difficile, ma è considerata una vocazione irrinunciabile per entrambe le Chiese.
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