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L'Antitrust stanga tre aziende con oltre 23 milioni di euro di multa

Accusate Amica Chips, Pata S.p.A. e Preziosi Food di aver coordinato le politiche commerciali per ripartirsi le forniture alla GDO; sanzioni ridotte grazie a collaborazione e procedura di transazione

L'Antitrust stanga tre aziende con oltre 23 milioni di euro di multa

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha inflitto una maxi sanzione da oltre 23 milioni di euro a tre importanti aziende del settore alimentare, accusate di aver messo in atto un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato degli snack salati a marchio privato destinati alla Grande distribuzione organizzata (GDO).

Nel dettaglio, le società coinvolte sono Amica Chips, Pata S.p.A. e Preziosi Food, ritenute responsabili di aver coordinato le proprie strategie commerciali per suddividersi le forniture destinate alle catene della distribuzione, alterando così il corretto funzionamento del mercato.

Secondo quanto ricostruito dall’Antitrust, le tre imprese avrebbero dato vita a un cartello segreto, caratterizzato da una collaborazione stabile e continuativa, finalizzata alla ripartizione delle commesse e alla gestione condivisa delle politiche di vendita verso la GDO. Un comportamento che ha limitato la concorrenza tra operatori e influenzato le dinamiche del settore.

Le sanzioni complessive ammontano a 23.298.147 euro, così suddivise: circa 8,2 milioni di euro per Amica Chips, oltre 7,5 milioni per Pata e una cifra analoga per Preziosi Food.

Nel provvedimento, l’Autorità ha tuttavia riconosciuto alcune attenuanti. In particolare, Pata e Amica Chips hanno beneficiato del programma di clemenza, grazie alla collaborazione fornita durante le indagini, che ha contribuito a ricostruire l’infrazione.

Inoltre, il caso ha segnato la prima applicazione della procedura di transazione prevista dalla normativa sulla concorrenza: uno strumento che ha permesso alle aziende coinvolte di ottenere un’ulteriore riduzione delle sanzioni, a fronte dell’accettazione delle contestazioni e della chiusura anticipata del procedimento.

Il caso rappresenta un intervento significativo nel settore della grande distribuzione alimentare, dove l’Antitrust continua a monitorare con attenzione eventuali pratiche che possano compromettere la libera concorrenza e la trasparenza del mercato.

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