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28 Aprile 2026 - 16:30
Con l’avvicinarsi della primavera entra nel vivo anche la stagione della dichiarazione dei redditi 2026. A partire dal 30 aprile, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti i modelli precompilati, tra cui il 730 e il modello Redditi persone fisiche, già corredati da numerosi dati fiscali.
Nella prima fase sarà possibile soltanto accedere ai documenti per una verifica preliminare. I contribuenti potranno controllare le informazioni già inserite, che includono ad esempio spese sanitarie, premi assicurativi e pagamenti legati ai bonus edilizi, ma non ancora modificarle o inviarle.
Per intervenire sul contenuto della dichiarazione bisognerà attendere il 15 maggio, data a partire dalla quale sarà consentito integrare o correggere i dati e procedere con la trasmissione. Il termine ultimo per l’invio del modello 730 è fissato al 30 settembre 2026.
Il sistema prevede anche una modalità semplificata, pensata per lavoratori dipendenti e pensionati, accessibile tramite SPID, CIE o CNS. In questo caso il contribuente si trova di fronte a un’interfaccia più intuitiva, che consente di confermare o modificare le informazioni attraverso un percorso guidato, senza dover gestire codici e righi tipici della modulistica tradizionale.
La presentazione può avvenire in autonomia tramite i servizi telematici dell’Agenzia, oppure con l’assistenza del sostituto d’imposta, di un CAF o di un professionista abilitato. In questi casi è necessario autorizzare l’accesso ai dati e consegnare la documentazione relativa, inclusa la scelta per la destinazione dell’8, 5 e 2 per mille dell’Irpef.
Tempi più lunghi sono previsti per chi utilizza il modello Redditi persone fisiche, in particolare per i titolari di partita IVA. La scadenza, inizialmente fissata al 31 ottobre, slitta al 2 novembre 2026, tenendo conto della coincidenza con il fine settimana e con la festività del primo novembre.
Per quanto riguarda i rimborsi, questi vengono erogati solo dopo la presentazione della dichiarazione. Chi completa la procedura nelle prime settimane, ad esempio già a maggio, può ricevere le somme spettanti nel corso dell’estate, mentre per gli invii più tardivi i tempi si allungano.
In questo modo prende forma anche per il 2026 il calendario fiscale legato alla dichiarazione dei redditi, con scadenze e modalità ormai consolidate ma che richiedono attenzione per evitare errori o ritardi.
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