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Lavoro
28 Aprile 2026 - 18:10
Si apre uno spiraglio nella vertenza Primotecs, ma resta altissima la tensione tra i lavoratori e le istituzioni. La mattinata di oggi in Consiglio regionale è stata un nuovo passo in avanti per i 158 dipendenti dello stabilimento di Avigliana, anche se continua a rimanere sul tavolo la prospettiva di chiusura annunciata dalla proprietà tedesca Mutares. Dall'incontro è emersa la convocazione, per lunedì, di un tavolo al Ministero del Made in Italy. A comunicarlo è stato il capogruppo di Forza Italia Paolo Ruzzola, dopo un confronto con l’assessore regionale al Lavoro Maurizio Marrone. Per la prima volta, al tavolo sarà coinvolta direttamente la proprietà e non soltanto l’amministratore delegato.
In tarda mattinata una delegazione di lavoratori, insieme ai sindaci di Avigliana, Sant’Ambrogio e Buttigliera Alta e ai rappresentanti sindacali, è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e da numerosi consiglieri. La situazione è appesa a un filo: tempi stretti per la procedura di chiusura, rischio concreto di allontanare eventuali acquirenti e una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni. I sindaci hanno espresso forte preoccupazione per una vertenza che, con tempistiche così ridotte, potrebbe compromettere definitivamente il futuro del sito produttivo.
Al centro dello scontro c’è la durata della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs) per area di crisi complessa. Secondo quanto riferito dalle Rsu, gli accordi dello scorso febbraio prevedevano una copertura fino al 31 dicembre. Le ultime comunicazioni istituzionali avrebbero invece ridotto il termine al 30 giugno.
Questa mattina una mobilitazione si è ritrovata a Torino, davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale, con la richiesta di essere ricevuti dall’assessore Marrone. Durante il presidio sono emerse alcune testimonianze dei lavoratori: “Siamo disperati. Vogliamo solo continuare a mangiare. L’età media è di 55 anni, per molti è l’unica fonte di reddito". E ancora: “Abbiamo rinunciato a tutto, dalla quattordicesima alle maggiorazioni di turno, pur di salvare il lavoro". Anche nei giorni scorsi i lavoratori si sono radunati davanti ai cancelli dello stabilimento di via Martin Luther King ad Avigliana, proclamando lo stato di agitazione permanente e bloccando le attività per l’intero fine settimana fino a lunedì scorso.
Tra gli elementi più contestati c’è quello di un finanziamento Sace da 18 milioni, da cui la proprietà avrebbe beneficiato per l’acquisto di macchinari innovativi, rimasti in funzione per appena un anno. Una situazione che solleva interrogativi non solo sul piano industriale, ma anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle garanzie a tutela dell’occupazione. Il Consiglio regionale ha accolto all’unanimità la richiesta di farsi portavoce presso il Governo delle istanze del territorio, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione e garantire il rispetto degli impegni assunti.
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