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Magna Lighting Olsa, Fiom: «Nessuna garanzia sul futuro dopo la vendita a Mutares»

Preoccupazione per i 299 lavoratori dello stabilimento di Moncalieri, il sindacato chiede l’intervento della Regione Piemonte

Magna Lighting Olsa, Fiom: «Nessuna garanzia sul futuro dopo la vendita a Mutares»

Nessuna certezza sul futuro industriale e occupazionale, mentre si avvicina la scadenza degli ammortizzatori sociali. È quello che emerge dall’incontro del 27 aprile all’Unione Industriale di Torino sulla cessione di Magna Lighting Olsa al fondo Mutares, secondo la Fiom. È stato confermato il pre-accordo di vendita con chiusura prevista entro il 30 giugno 2026. Nel frattempo, rappresentanti del fondo stanno già svolgendo «colloqui conoscitivi e organizzativi con i vari enti aziendali coinvolti nel processo di passaggio di proprietà», ma senza che siano stati forniti elementi concreti sulle prospettive industriali.

Il nodo principale resta proprio l’assenza di un piano. «Il tavolo non ha fornito elementi risolutivi in merito alle prospettive future: allo stato attuale non è disponibile un piano industriale», sottolinea la Fiom, evidenziando come l’azienda abbia chiarito che «tale documento verrà presentato esclusivamente dopo il perfezionamento della vendita». Una situazione che non fa dormire sonni tranquilli allo stabilimento di Moncalieri, dove lavorano 299 dipendenti. Dal gennaio 2025 è attivo un contratto di solidarietà e attualmente i lavoratori sono in ammortizzatore sociale «fino a un massimo di tre giornate settimanali». Una condizione che ha già visto grossi tagli al personale: negli ultimi anni si sono susseguite tre procedure di licenziamento collettivo - 40 esuberi nel 2023, 65 nel 2024 e 70 nel 2025 - tutte concluse senza opposizione.

La Fiom parla di una crisi strutturale che rischia di aggravarsi nei prossimi mesi. «Tale scenario desta forte preoccupazione, considerato che l’azienda versa in una situazione di crisi strutturale e che l’ammortizzatore sociale scadrà il 30 giugno 2026», si legge nella nota, in cui si sottolinea anche che «non sono state fornite indicazioni circa la continuità degli strumenti di sostegno né sulle prospettive occupazionali». Ancora più incertezze legate al ruolo limitato del nuovo acquirente fino al closing: «È stato ribadito che il fondo Mutares non può intervenire prima della conclusione formale della vendita». Nel frattempo, l’obiettivo dichiarato sarebbe quello di sviluppare sinergie con altre realtà del comparto automotive già acquisite dal fondo.

La Fiom richiama inoltre precedenti non rassicuranti, citando il caso dello stabilimento Primotecs di Avigliana: «Le promesse di rilancio industriale formulate dal fondo di investimento non hanno trovato riscontro e si è registrato un peggioramento delle condizioni di lavoro e salariali». Ora il sindacato chiede un intervento immediato delle istituzioni. «Si ritiene indispensabile un intervento della Regione Piemonte affinché venga convocato urgentemente un tavolo permanente dell’automotive», si legge nella nota, con l’obiettivo di «monitorare l’operazione in corso e coordinare le ulteriori situazioni critiche presenti sul territorio».

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