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Il fatto

Nicole Minetti, chi è l’ex consigliera lombarda finita al centro del "caso grazia"

Dalla carriera come igienista dentale e volto televisivo all’ingresso in politica con il Pdl, fino alle vicende giudiziarie legate al caso Ruby

Nicole Minetti, chi è l’ex consigliera lombarda finita al centro del "caso grazia"

La vicenda legata a Nicole Minetti torna al centro dell’attenzione dopo la concessione della grazia presidenziale, oggi oggetto di verifiche istituzionali. L’ex consigliera regionale lombarda e figura nota del caso Ruby è stata destinataria del provvedimento di clemenza, ma nuove informazioni emerse sulla stampa hanno spinto il Quirinale a chiedere chiarimenti al Ministero della Giustizia.

Nata a Rimini nel 1985, Minetti si forma nel settore sanitario laureandosi in Igiene dentale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, per poi conseguire una laurea magistrale nell’ambito delle professioni sanitarie. Parallelamente, lavora nel mondo dello spettacolo come ballerina televisiva, valletta e hostess in eventi fieristici. Proprio durante una manifestazione entra in contatto con Silvio Berlusconi, incontro che segnerà una svolta nella sua carriera.

Nel 2010 viene eletta consigliera regionale della Lombardia nelle liste collegate a Roberto Formigoni. La sua nomina suscita fin da subito polemiche per la mancanza di esperienza politica, diventando un caso mediatico.

Il nome di Minetti è legato al noto caso Ruby, in cui nel 2010 si reca in Questura a Milano per prendere in affido la minorenne Karima El Mahroug. Per questa vicenda viene condannata in via definitiva nel 2019 a 2 anni e 10 mesi per favoreggiamento della prostituzione.

Successivamente, nel 2021, patteggia una pena di 1 anno e 1 mese per peculato, legato all’utilizzo dei rimborsi del Consiglio regionale.

Negli anni più recenti, Minetti si lega all’imprenditore Giuseppe Cipriani, con interessi internazionali, in particolare in Uruguay, dove è coinvolto nello sviluppo di un progetto alberghiero di lusso. La sua vita si divide tra Italia ed estero.

Nel 2025 viene presentata la richiesta di grazia, sostenuta da pareri favorevoli della magistratura e del Ministero della Giustizia. Il provvedimento viene poi concesso nell’aprile 2026, motivato anche da ragioni umanitarie, in particolare legate alla salute di un minore vicino alla Minetti che necessita di cure specialistiche.

Secondo i legali, la decisione si basa su elementi come la tutela della salute, la vulnerabilità del minore e il percorso di reinserimento sociale dell’ex politica, documentato anche da attività di volontariato.


Le nuove polemiche

A fine aprile 2026 emergono però dubbi sollevati dalla stampa su alcuni elementi contenuti nella richiesta di grazia. In particolare, vengono messe in discussione:

  • la descrizione della situazione familiare del minore

  • alcune informazioni relative a presunti trattamenti sanitari all’estero

  • ulteriori aspetti legati alla vita privata della coppia

Queste rivelazioni hanno portato a una reazione immediata delle istituzioni.

L’intervento del Quirinale e le verifiche

Il Quirinale ha richiesto accertamenti urgenti al Ministero della Giustizia per verificare la correttezza delle informazioni presentate nella domanda di clemenza.

Il Ministero ha quindi avviato una istruttoria interna, coinvolgendo anche la Procura generale di Milano per raccogliere ulteriori elementi utili.

Secondo quanto dichiarato da fonti giudiziarie, nella fase iniziale non erano emerse anomalie evidenti, ma ora sono state autorizzate nuove verifiche.

Il Ministero della Giustizia ha precisato che la procedura si era svolta regolarmente e che, al momento della valutazione, non risultavano elementi negativi a carico di Minetti. Tuttavia, alla luce delle notizie recenti, è stata richiesta una ulteriore raccolta di informazioni.

La replica di Nicole Minetti

Minetti ha respinto le accuse, definendo le notizie diffuse come “infondate e lesive” della propria reputazione personale e familiare. Ha inoltre annunciato azioni legali contro chi ha diffuso tali informazioni, chiedendo alle autorità di fare piena luce sulla vicenda e di tutelare i dati sensibili coinvolti.

Il caso resta in evoluzione: le verifiche in corso dovranno chiarire se la concessione della grazia sia avvenuta sulla base di informazioni complete e corrette oppure se emergano elementi nuovi tali da modificare il quadro.

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