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Trump pubblica un’immagine con un mitra tra le mani e riaccende le tensioni con l’Iran

Il presidente USA Donald Trump torna ad attaccare duramente l’Iran tra dichiarazioni di guerra verbale e tensioni internazionali in forte crescita

Trump pubblica un’immagine con un mitra tra le mani e riaccende le tensioni con l’Iran

Sale la tensione sullo scenario internazionale, con nuovi sviluppi che intrecciano crisi geopolitica, energia e politica interna americana. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è tornato ad attaccare duramente l’Iran attraverso i social, accusando il governo di Teheran di non essere in grado di gestire un accordo sul nucleare e invitandolo a “cambiare atteggiamento”.

Il messaggio, pubblicato nelle prime ore del mattino a Washington, è stato accompagnato da un’immagine dall’aspetto artificiale che ritrae lo stesso Trump in un contesto di guerra, con un mitra tra le mani. Poco dopo, durante un incontro ufficiale con Carlo III, il presidente ha ribadito la linea dura, sostenendo che gli Stati Uniti avrebbero già “sconfitto militarmente” l’Iran.

Secondo indiscrezioni riportate da CNN, Teheran sarebbe pronta a presentare una nuova proposta diplomatica nei prossimi giorni, dopo il rifiuto da parte di Washington della precedente. Tuttavia, dal lato iraniano arrivano dichiarazioni tutt’altro che concilianti: per le autorità locali, infatti, “la guerra non è finita”. Nel frattempo, si fa sempre più concreta l’ipotesi di un blocco prolungato nella regione, con particolare attenzione allo strategico Stretto di Hormuz.

Sul fronte interno statunitense emergono anche tensioni tra i vertici dell’amministrazione, con attriti tra J.D. Vance e Pete Hegseth, quest’ultimo criticato per aver sottovalutato la disponibilità delle scorte missilistiche.

Intanto, la crisi si riflette anche sui mercati energetici. Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’uscita dall’OPEC e dal gruppo OPEC+ dopo oltre sessant’anni, citando divergenze sulle politiche di taglio alla produzione. Una decisione che ha contribuito a spingere verso l’alto il prezzo del petrolio.

Negli Stati Uniti, inoltre, fa discutere la notizia di un possibile mandato d’arresto per l’ex direttore dell’FBI, James Comey. Al centro della vicenda, una foto pubblicata in passato sui social con numeri interpretati, secondo alcune accuse, come un riferimento simbolico all’attuale presidente.

Sul fronte europeo, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha lanciato l’allarme sui costi energetici: in appena 60 giorni di conflitto, l’Unione Europea avrebbe registrato un aumento di oltre 27 miliardi di euro nella spesa per l’importazione di combustibili fossili, pari a circa 500 milioni al giorno. Von der Leyen ha ribadito la necessità di arrivare a una fine stabile del conflitto, sottolineando anche l’importanza di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz senza restrizioni o costi aggiuntivi.

Uno scenario complesso e in rapida evoluzione, che continua ad avere ripercussioni su equilibri globali, mercati e sicurezza internazionale.

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