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Campobasso
01 Maggio 2026 - 08:00
Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla morte di madre e figlia a Pietracatella, in provincia di Campobasso. I risultati delle analisi istologiche effettuate sui campioni prelevati durante le autopsie sembrano rafforzare l’ipotesi di un avvelenamento da ricina, una pista investigativa che nelle ultime settimane ha assunto sempre più peso.
Secondo quanto riferito dal consulente di parte dei medici indagati, il professore di medicina legale Pietrantonio Ricci, sui tessuti esaminati sarebbero stati riscontrati danni significativi a fegato e pancreas, compatibili con un’azione tossica. Un quadro che, pur richiedendo cautela, non contraddice l’ipotesi principale attualmente al vaglio degli investigatori.
Le osservazioni sono state effettuate nei laboratori del Policlinico di Bari, dove i consulenti hanno potuto analizzare al microscopio i preparati relativi agli esami autoptici eseguiti a fine dicembre e successivamente approfonditi a gennaio. In base a quanto emerso finora, l’eventuale presenza della sostanza velenosa sarebbe difficilmente individuabile in tempo utile dai sanitari, circostanza che potrebbe ridimensionare il ruolo dei medici coinvolti nell’indagine.
Resta, invece, poco convincente, secondo gli esperti, la possibilità di un’esposizione accidentale alla ricina, sostanza altamente tossica e non facilmente reperibile. Gli inquirenti continuano, quindi, a muoversi in diverse direzioni, senza escludere alcuna pista.
Parallelamente agli accertamenti scientifici, proseguono le verifiche sulla sfera privata e familiare delle vittime. Gli investigatori stanno approfondendo eventuali tensioni e rapporti personali, cercando di ricostruire contesti e dinamiche che possano offrire un movente. In queste ore vengono ascoltati amici e parenti, mentre non si esclude una nuova convocazione per il marito e padre delle vittime e per la figlia.
Particolare attenzione è rivolta anche all’abitazione di Pietracatella, attualmente sotto sequestro, dove è previsto un nuovo sopralluogo mirato alla ricerca di tracce della sostanza tossica.
Nel frattempo, il legale della famiglia coinvolta ha denunciato quello che definisce un forte accanimento mediatico, sottolineando la delicatezza della situazione personale dei suoi assistiti. Secondo la difesa, è necessario lasciare spazio al lavoro degli investigatori ed evitare conclusioni affrettate, in attesa che le indagini chiariscano cosa sia realmente accaduto.
L’obiettivo resta quello di ricostruire con precisione le ultime ore di vita delle due vittime, concentrandosi su cibi, bevande e luoghi frequentati, elementi ritenuti cruciali per arrivare alla verità.
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