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Il caso
01 Maggio 2026 - 22:00
Emergono nuovi elementi nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, al centro di una recente iniziativa della Procura di Pavia, che ha convocato Andrea Sempio per un interrogatorio fissato al 6 maggio. Il documento notificato dai magistrati presenta una ricostruzione dettagliata dei fatti, introducendo aspetti che si discostano, almeno in parte, dalla versione già consolidata nella sentenza definitiva a carico di Alberto Stasi.
Secondo gli inquirenti, l’aggressione sarebbe iniziata con una colluttazione tra la vittima e il suo assalitore. Durante questa fase iniziale, Chiara Poggi sarebbe stata colpita più volte con un oggetto contundente, riportando lesioni al volto e alla testa tali da farla cadere a terra.
Successivamente, l’aggressore avrebbe tentato di trascinarla verso l’accesso alla cantina. In questa fase, la giovane avrebbe cercato di reagire, ma sarebbe stata nuovamente colpita con diversi colpi alla testa, perdendo così i sensi.
Il quadro delineato dalla Procura prosegue con un passaggio cruciale: il corpo della vittima sarebbe stato spinto lungo le scale interne dell’abitazione. Qui, secondo l’accusa, sarebbero stati inferti ulteriori colpi – tra i più violenti – che avrebbero provocato le lesioni cranio-encefaliche fatali.
Nel complesso, i magistrati parlano di un’azione caratterizzata da particolare crudeltà, evidenziata dal numero e dalla gravità delle ferite, stimate in almeno dodici tra volto e cranio.
Non mancano però dubbi e critiche. Alcuni consulenti evidenziano come questa nuova dinamica presenti criticità rispetto agli elementi già acquisiti negli anni.
Tra le principali perplessità:
L’assenza di tracce di sangue compatibili con una violenta aggressione sulle scale
La posizione del corpo al momento del ritrovamento, con il volto rivolto verso i gradini
La mancanza di riferimenti ad ambienti della casa che, secondo precedenti analisi, sarebbero stati coinvolti (come bagno, cucina e soggiorno)
Un altro aspetto rilevante riguarda la presunta reazione della vittima. Nella nuova versione si ipotizza che Chiara Poggi abbia tentato di difendersi, elemento che contrasta con quanto sostenuto in passato dalle analisi medico-legali.
La ricostruzione contenuta nella condanna di Alberto Stasi descrive una scena diversa. In quel caso, si riteneva che la vittima fosse stata colpita quasi subito, senza riuscire a opporre resistenza, probabilmente perché colta di sorpresa da una persona di cui si fidava.
Secondo quella versione:
L’aggressione sarebbe iniziata all’ingresso della casa
Il corpo sarebbe stato trascinato verso la cantina dopo essere stato già gravemente colpito
Il decesso sarebbe avvenuto prima della caduta lungo le scale, non durante
Questa interpretazione si basava in gran parte sull’analisi delle tracce ematiche, considerate coerenti con un trascinamento del corpo già privo di sensi.
Le differenze tra le due ricostruzioni si concentrano su due punti chiave:
La presenza di una colluttazione iniziale, che suggerirebbe un tentativo di difesa da parte della vittima
L’ipotesi che i colpi mortali siano stati inferti quando Chiara Poggi si trovava sulle scale, e non prima
Entrambi gli aspetti risultano in contrasto con molte delle conclusioni raggiunte nelle indagini precedenti.
Per comprendere su quali basi poggi questa nuova interpretazione sarà necessario attendere la chiusura delle indagini e l’accesso completo agli atti da parte di tutte le parti coinvolte. Particolare importanza avranno le consulenze tecniche, tra cui quelle del RIS e degli esperti medico-legali.
Solo allora sarà possibile valutare se questa nuova ipotesi accusatoria riuscirà a reggere in sede giudiziaria o se verrà ridimensionata alla luce delle evidenze già consolidate nel corso degli anni.
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