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sanità e prevenzione
02 Maggio 2026 - 13:00
Il nuovo Piano pandemico nazionale per il periodo 2025-2029 ha ottenuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni con l'obiettivo di non farsi trovare impreparati di fronte a futuri virus. A differenza dei piani precedenti, che si concentravano solo sull'influenza, questa nuova strategia copre tutti i patogeni respiratori che potrebbero trasformarsi in una minaccia globale. Per mettere in pratica queste misure, il governo ha stanziato fondi crescenti che arriveranno a 300 milioni di euro all'anno a partire dal 2027.
Il documento punta a ridurre l'impatto delle malattie sulla popolazione e a garantire risposte rapide, proteggendo allo stesso tempo gli ospedali e i lavoratori sanitari. Tra gli strumenti principali vengono confermati i vaccini, considerati la difesa più efficace, e l'uso delle mascherine filtranti all'interno di un sistema coordinato di protezione. Il piano prevede anche la possibilità di potenziare lo smartworking e di introdurre restrizioni alle aggregazioni di persone nel caso in cui si presenti un virus molto contagioso, sebbene non si parli direttamente di lockdown.
Le Regioni hanno dato la loro disponibilità ma hanno chiesto al governo più libertà per assumere nuovo personale necessario a gestire la governance del piano. Nonostante il parere positivo di molti esperti, che invitano a prepararsi senza allarmismi, alcune voci critiche come quella dell'infettivologo Matteo Bassetti e di esponenti dell'opposizione ritengono il piano ancora troppo generico. Il timore principale è che manchino indicazioni operative precise su come ottenere velocemente farmaci e vaccini durante una vera emergenza.
Il testo diventerà operativo per tutti i territori dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
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