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Dagli scavi per l’area verde riemerge la chiesa juvarriana

chiesa juvarriana gn

È riemersa la chiesa di Sant’Andrea. O meglio, il poco che ne resta dopo la demolizione di due secoli fa: «Ce l’aspettavamo e siamo contenti del ritrovamento - sorride Flavia Bianchi, assessore comunale ai lavori pubblici - Valuteremo con calma cosa fare delle fondazioni: potremo coprirle o anche lasciarle visibili accanto la parco che nascerà al posto dell’ex Mosso».

Il Municipio e la Sovrintendenza per i beni architettonici avevano deciso di avviare degli scavi in vista dell’avvio del cantiere nell’area della Mosso, ex scuola all’angolo fra via Tana e via San Pietro: lì è previsto un investimento di 670.000 euro per abbattere gli edifici e creare l’area verde.

Ma prima servivano questi sondaggi, che si sono svolti vicino all’area cani e davanti a uno degli ingressi dell’istituto abbandonato.

I tecnici della Sovrintendenza, coordinati da Alessandro Quercia, hanno scavato le trincee proprio per cercare i resti della chiesa di Sant’Andrea, progettata da Filippo Juvarra e consacrata nel 1733. Era un edificio lungo 50 metri, diviso in due parti larghe dai 20 ai 35 metri: una a croce greca, l’altra disposta come una “T” capovolta.

Era sormontata da una cupola alta 30 metri: Juvarra la considerava uno dei suoi capolavori e la paragonò alla basilica di Superga, simile ma “ingentilita e corretta”.

Quelli che sono tornati alla luce sono tratti della fondazione, rimasti sotto terra dopo la demolizione decretata dal governo napoleonico nel 1811: esiste addirittura un dipinto di Pietro Fea che raffigura il momento dell’abbattimento.

Alla chiesa sopravvisse una parte del vicino monastero, demolito nel 1963 quando fu costruita la Mosso.

«Ora decideremo con calma se ricoprirle o se mantenerle a vista - riflette Bianchi - Volevamo già richiamare l’impronta della chiesa ma questa scoperta é importante dal punto di vista storico e culturale: parliamo di un’opera di Juvarra, è bellissimo che ne riemergano i resti. Sarebbe un altro aspetto positivo di questo nuovo parco, che porterà vantaggi dal punto di vista urbanistico e ambientale».

Nell’area della scuola abbandonata un decennio fa, infatti, è prevista una riqualificazione totale. A partire dalla demolizione degli edifici, ormai ridotti a ruderi da tempo e vandali.

Poi verranno abbattuti alcuni alberi ma saranno sostituiti e si aggiungeranno erba, arbusti ed essenze. Quindi sarà realizzato un nuovo camminamento diagonale che partirà da via Tana e arriverà fino all’attuale ingresso di piazza Caselli. E in mezzo resteranno il campo da basket e la piastra in cemento, dove dovrebbe nascere la rampa da skateboard.

I lavori dovrebbero partire nel giro di qualche mese: ora rischia di slittare tutto? «No, si trattava di sondaggi previsti - è ottimista Bianchi - Anche in piazza Cavour sono emerse dei reperti ma non ci hanno fatto perdere molto tempo. E la destinazione a parco è compatibile: sarebbe stato più problematico se si fossero realizzati i condomini previsti ai tempi della Giunta Lancione».

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