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Economia
08 Gennaio 2026 - 11:05
Il mercato del lavoro in Italia nel 2026 è guidato da due settori strategici: automazione e digitale. Secondo il Sole24Ore, le aziende adottano un approccio selettivo e qualitativo nelle assunzioni, privilegiando figure altamente specializzate.
Secondo Adecco, la domanda di alcune professioni è cresciuta enormemente a fine 2025:
Tecnici per impianti industriali: +1.300%
Specialisti di cybersecurity: +790%
Addetti al machine learning: +625%
A ottobre 2025, il tasso di occupazione in Italia ha raggiunto il 62,7%, un livello record secondo ISTAT. Gli occupati erano 24.208.000, con un incremento mensile di +0,3% (75.000 unità) e annuale dello 0,9% (+224.000 unità rispetto a ottobre 2024).
Criticità principali:
Salari bassi: oltre il 60% dei lavoratori del settore privato percepisce meno di 25.000 euro lordi l’anno, problema acuto nei centri urbani ad alto costo della vita.
Giovani 25-34 anni: tasso di occupazione quasi stagnante (+0,1%), segnale di difficoltà per neolaureati e giovani professionisti.
Secondo Marco Ceresa, CEO di Randstad Italia, il 2026 sarà un anno in cui le aziende valorizzeranno competenze digitali avanzate, richiedendo profili con:
Esperienza consolidata
Soft skills sviluppate
Capacità di upskilling digitale
I settori più richiesti includono: intelligenza artificiale, cybersecurity, data analysis.
Massimiliano Medri, di Adecco Italia, indica che la domanda interna crescerà principalmente in:
Commercio
Trasporti
Hospitality
Seguono manifattura e alimentare.
Zoltan Daghero, di Gi Group, sottolinea il problema dello scollamento tra domanda e offerta, ormai strutturale, aggravato da:
Calo demografico
Scollamento scuola-lavoro
Trasformazioni tecnologiche
L’osservatorio Adecco segnala i ruoli più richiesti:
Ruoli commerciali: +87%
Logistica e magazzino: +94%
Produzione: +92%
Cybersecurity: +790%
Machine learning: +625%
Tecnici per impianti industriali: +1.360%
I dati INPS confermano la dinamicità: tra gennaio e settembre 2025 sono stati attivati 6.162.207 rapporti di lavoro, con 5.541.093 cessazioni, saldo positivo di 621.114.
Per i contratti a tempo indeterminato, il saldo è stato positivo di 297.918 unità, mentre negli ultimi quattro anni il saldo totale è stato 1.790.610 e quello dei soli contratti stabili 1.330.927.
La Legge di Bilancio 2026 introduce misure sul fronte stipendi e tasse:
Taglio IRPEF: seconda aliquota dal 35% al 33% per redditi fino a 50.000 euro
Tassazione agevolata al 5% per incrementi contrattuali fino a 33.000 euro (contratti rinnovati tra 2024 e 2026)
Premi di risultato e partecipazione agli utili fino a 5.000 euro: imposta sostitutiva ridotta all’1%
Il 2026 sarà un anno di forte dinamismo per il mercato del lavoro italiano, con opportunità per chi possiede competenze specializzate, esperienza consolidata e capacità di adattarsi alle nuove tecnologie.
Sfide principali restano: salari bassi, disallineamento domanda-offerta e difficoltà di ingresso per i giovani.
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