Cerca

Economia & Finanza

Enel, 2025 in equilibrio: Ebitda a 22,9 miliardi e il ceo Cattaneo conferma la guidance

Ricavi in crescita, investimenti e mercato estero compensano quello domestico

Enel, 2025 in equilibrio: reti in spinta, Italia rallenta ma l’estero compensa

Quando il vento dell’idroelettrico cala, servono motori alternativi per tenere la rotta. Nel 2025 Enel ha navigato in acque selettive: Italia più lenta sui margini retail, ma reti e attività internazionali in avanzata hanno tenuto alto il baricentro dei conti. E così, nei dati preliminari diffusi giovedì 5 febbraio, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo mostra un equilibrio che, pur tra contrazioni di volumi, premia la strategia di concentrazione su infrastrutture e disciplina finanziaria.


I NUMERI CHIAVE
- Ebitda ordinario a 22,9 miliardi di euro, in lieve crescita (+2,2%).

- Ricavi a 80,4 miliardi di euro (+1,9%).

- Indebitamento finanziario netto a 57,2 miliardi di euro (+2,5%).

- Rapporto indebitamento/Ebitda ordinario a 2,5x, tra i migliori del settore utility.

- Guidance confermata sull’utile netto ordinario: atteso leggermente sopra la parte alta del range 6,7-6,9 miliardi di euro.

ITALIA SOTTO PRESSIONE, ESTERO IN CONTROPIEDE
Il progressivo calo dei margini sul mercato domestico – complice la riduzione dei prezzi medi applicati alla clientela retail e la minore disponibilità di risorsa idrica – ha frenato l’apporto dell’Italia. Ma la dinamica internazionale ha fatto da contrappeso, riportando l’ago della bilancia in positivo. È la dimostrazione che la diversificazione geografica, quando i bacini si prosciugano e i prezzi al dettaglio si comprimono, diventa una polizza assicurativa più che una semplice voce di portafoglio.

RETI, IL MOTORE CHE SPINGE
La performance di Enel Grids spicca: l’ebitda ordinario delle reti arriva a 8,9 miliardi di euro, quasi un miliardo in più rispetto al 2024. Il merito va alla forte accelerazione degli investimenti avviata dal 2023, una leva che oggi sta dando trazione all’intero perimetro. È un segnale chiaro: nell’era dell’elettrificazione, l’infrastruttura è la spina dorsale del valore.

CASSA, DEBITO E STRUMENTI FINANZIARI
Il gruppo sottolinea come i flussi di cassa operativi abbiano sostanzialmente coperto il fabbisogno legato a investimenti e dividendi. L’incremento dell’indebitamento, contenuto, riflette anche l’effetto favorevole dei cambi sul debito e l’esborso per l’acquisto di azioni proprie da parte di Enel, Endesa ed Enel Américas. Hanno poi contribuito effetti netti positivi delle nuove emissioni di prestiti obbligazionari ibridi perpetui subordinati e non convertibili: strumenti che, se ben calibrati, funzionano come ammortizzatori del profilo finanziario. La domanda, allora, è naturale: il 2,5x di leva rispetto all’ebitda ordinario lascia spazio a ulteriori investimenti mirati? I numeri suggeriscono margini di manovra, a condizione di preservare il ritmo della generazione di cassa.

PREZZI ALL’INGROSSO IN RISALITA, RETAIL IN RIBASSO
Il lieve aumento dei ricavi si deve alla vendita di commodity sul mercato wholesale in un contesto di prezzi medi crescenti rispetto all’esercizio precedente e al miglioramento dei ricavi nelle reti. Questi fattori hanno più che controbilanciato: - i minori prezzi medi applicati ai clienti retail residenziali e alle Pmi; - le minori quantità di energia elettrica vendute ai clienti “Top”, in particolare in Italia; - la minore produzione da fonti rinnovabili per scarsa disponibilità delle risorse, soprattutto idriche. Qui si legge una doppia velocità: da un lato la spinta dei prezzi all’ingrosso e delle reti, dall’altro la pressione competitiva e regolatoria sul retail. Come un ingranaggio, se un dente slitta, l’altro deve afferrare più forte.

VOLUMI IN CALO, QUALITÀ DEL MIX SOTTO OSSERVAZIONE
La produzione complessiva si attesta a 186,1 terawattora (erano 191,9 nel 2024). Le vendite scendono a 249,9 terawattora, dai 273,5 dell’anno precedente. Numeri che raccontano un contesto più selettivo, in cui l’elasticità del portafoglio – tra generazione, reti e mercati – diventa il vero barometro della resilienza. Ridurre l’esposizione al rischio idrico e continuare a spingere sulle reti resta, perciò, la rotta più razionale.

LA LETTURA PER INVESTITORI E STAKEHOLDER
La fotografia scattata il 5 febbraio mostra una solidità non scontata: crescita dell’ebitda ordinario, ricavi in moderato aumento e leva finanziaria sotto controllo. Le reti si confermano il pilastro, mentre l’internazionalizzazione attenua le fragilità domestiche. Resta aperta la sfida dei volumi e del retail, ma la gestione attiva della struttura del capitale – tra buyback mirati e ricorso a ibridi perpetui – indica una governance finanziaria attenta al ciclo e alla sostenibilità del dividendo. In altre parole, una bussola che punta alla stabilità nell’inevitabile oscillazione dei mercati.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.