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Crisi dell'automotive, Tenneco trasferisce 111 dei suoi 140 dipendenti di Cuorgnè

La decisione della multinazionale americana preoccupa lavoratori e sindacati

Crisi dell'automotive, Tenneco trasferisce 111 dei suoi 140 dipendenti di Cuorgnè

Crisi dell'automotive, Tenneco trasferisce 111 dei suoi 140 dipendenti di Cuorgnè

Brutte notizie per gran parte dei dipendenti della Tenneco (ex Federal Mogul) di Cuorgnè che, tra aprile e novembre, dovranno lasciare lo stabilimento per trasferirsi in quello di Chivasso, sempre in provincia di Torino.

La misura, confermata dalla multinazionale statunitense in un incontro con le rappresentanze delle organizzazioni sindacali di Fiom Cgil e Uilm, all’Unione industriali di Torino, interessa per la precisione 111 dei 140 dipendenti totali dello stabilimento di via Piave

L'annuncio ovviamente ha scatenato malumori e preoccupazioni. I primi per chi sarà presto costretto a percorrere diversi chilometri in più, ogni giorno, per raggiungere il posto di lavoro con i conseguenti aggravi di spese e tempistiche. I secondi per il futuro dello stabilimento di Cuorgnè: il timore è infatti che la mossa della proprietà sia propedeutica a una futura chiusura dello stesso. Da quanto è emerso, l'intenzione dell'azienda sarebbe quella di trasferire - con gli operai - la parte principale della lavorazione a Chivasso, mentre a Cuorgnè resterebbero solo i 29 addetti ai reparti fonderia e nastratura.

La Tenneco è uno dei principali progettisti, produttori e distributori al mondo di ammortizzatori, parti sospensione, sistemi di scarico e catalizzatori per autoveicoli e veicoli commerciali, destinati al mercato del primo equipaggiamento e del ricambio. Solo nel settembre del 2023 a Cuorgnè era arrivato anche il ministro Paolo Zangrillo per festeggiare il secolo di attività - anche sotto altri nomi - dello stabilimento, per il quale nell'occasione si era anche parlato di una possibile espansione. La crisi dell'automotive, con il rallentamento della produzione e il conseguente calo della domanda di commesse, però pare aver cambiato le carte in tavola e adesso l'azienda invoca una razionalizzazione dei costi per giustificare una scelta che pare inappellabile e che getta un'ombra sul futuro dello stabilimento di Cuorgnè. 

Proprio oggi è prevista un'assemblea con i lavoratori per decidere eventuali iniziative di mobilitazione.

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