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Comune povero (anche di idee)

MUNICIPIO
C’erano una volta mille “talenti” da assumere in Municipio per frenare l’emorragia del pensionati in “quota 100” e, soprattutto, per aggiungere professionalità ai diversi uffici. C’era una volta, perché la favoletta dell’amministrazione Appendino non ha un lieto fine, e forse non lo avrà neppure in futuro. I mille che facevano ricordare antiche spedizioni garibaldine destinate a liberare i torinesi da anagrafi in bancarotta, strade a pezzi e verde pubblico al dissesto, restano sulla carta. E a giustificare promesse mancate c’è la solita solfa: mancano i fondi. O almeno quei fondi, perché a quanto risulta la moneta per le piste ciclabili e altre attività smart, è stata trovata. Come se Torino potesse fare a meno di servizi essenziali e diventare attrattiva per un turismo che ancora latita con strade a pezzi, buche ovunque e addirittura voragini aperte in centro come in periferia. Ieri l’altro a far rizzare i capelli sulla testa a qualunque cittadino, abbiamo scoperto che otto direttori di circoscrizione si sono dimessi in blocco perché all’offensi - vo stanziamento di 50 mila euro per zona da dedicare alla manutenzione delle strade, si è aggiunta la beffa di dover rispondere personalmente di eventuali danni subiti da automobilisti o passanti. E oggi, dal Comune, come risposta abbiamo annotato un lapidario: «se se ne vanno loro, provvederemo noi». Ma noi chi? Con oltre 400 dipendenti pronti a lasciare gli uffici a fine anno e un altro migliaio nel 2022? Francamente siamo alla farsa. Ciliegina sulla torta un concorsone per impiegati amministrativi (a cui hanno risposto in 14 mila) che data 2019. Concorso fantasma, ovviamente per colpa del Covid, che impedisce di radunare i candidati. Ogni commento mi pare superfluo.

beppe.fossati@cronacaqui.it
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