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IL BORGHESE

Quella sporca guerra del bob

Leggi il commento del direttore Beppe Fossati

Quella sporca guerra del bob

Quella sporca guerra del bob

Nella guerra tra regioni per le Olimpiadi invernali del 2026, l’assurdo sarebbe che i nostri quattrini finissero per finanziare gli austriaci o, peggio ancora, i cinesi di Pechino. Una vergogna che ieri ha fatto ancora una volta discutere durante la visita del Presidente Mattarella al Festival delle Regioni a Palazzo Reale e che il Governatore Alberto Cirio ha rintuzzato con forza.

«E’ paradossale spendere soldi i pubblici delle olimpiadi all’estero, dopo che gli organizzatori di Milano e Cortina ci hanno chiuso la porta i faccia», E sarebbe ancor peggio «di fronte al nostro straordinario patrimonio olimpico, destinare i quattrini all’Austria per un nuovo impianto del bob. Costruire nuove opere significa invadere la montagna ovunque accada, mentre qui le infrastrutture ci sono già e noi le abbiamo sempre messe a disposizione con spirito sabaudo».

Insomma, sulle olimpiadi la guerra continua e se Matteralla invita alla coesione e all’unità le nostre regioni, il richiamo del Pil la gioca sempre da padrone e ognuno (come insegna bene il presidente del Veneto Zaia) tira l’acqua al suo mulino. In ballo d’altra parte ci sono quasi 100 miliardi tra impianti e opere accessorie, dunque il campanilismo lombardo-veneto è comprensibile. Ma inattuabile se non altro per buonsenso, tanto da far ipotizzare che si possano riaprire giochi che sembravano chiusi.

E il ministro dello sport Andrea Abodi uno spiraglio per il Piemonte, prima che si verifichi una figuraccia a livello internazionale, accenna ad un piano B che, pur di fronte a candidature straniere «che non sono le prime scelte», potrebbe rimettere in pista Torino con gli impianti di Cesana, già protagisti delle olimpiadi del 2006. Come dire che la speranza è l’ultima a morire

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